TARANTO LIBERA

Comunicato stampa del  Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti

Foto tratta da http://www.carmillaonline.com/
Foto tratta da http://www.carmillaonline.com/

Il 15 Dicembre 2012 la città di Taranto è stata protagonista del corteo per una “TARANTO LIBERA”. Decine di migliaia di persone hanno manifestato la propria contrarietà al vergognoso decreto salva – Ilva ed al sistema capitalistico che da decenni condanna la città a pattumiera d’Italia. Una città assediata dall’inquinamento dove in un raggio di 30 km si concentrano industrie altamente inquinanti come Ilva, ENI e Cementir. Non meno pericolose risultano la Marina Militare, gli inceneritori di rifiuti pericolosi e non, e le discariche per lo smaltimento anche di rifiuti speciali.

Il 15 Dicembre TARANTO ha rivendicato per l’ennesima volta i diritti ineludibili della SALUTE, dell’AMBIENTE e del LAVORO “NON A TUTTI I COSTI”.

Un corteo senza eguali in termini di partecipazione nella storia della nostra città. Un fiume di vita fatto di bambini, donne, uomini, operai, studenti, disoccupati, professionisti, precari, pensionati e lavoratori tutti. Non sono mancate la solidarietà e la partecipazione di delegazioni di associazioni, gruppi e movimenti, giunte da ogni parte d’Italia per rafforzare l’urlo di denuncia di un vero e proprio genocidio. Ringraziamo queste realtà che hanno condiviso il cammino dei tarantini guidati da un Apecar.

Non solo ambientalisti dunque, ma una città intera che ha marciato pacificamente ed ininterrottamente per ore, ricevendo il supporto dei commercianti i quali hanno tenuto abbassate le saracinesche al passaggio del corteo.

Questa colorata ed energica manifestazione è stata assolutamente IGNORATA dalla maggior parte dei media nazionali che non hanno dato spazio ad una città in mobilitazione come se quelle decine di migliaia di persone fossero già morte.

Una città pericolosa Taranto in questo momento ed in questo paese. Scomoda per chi crede che risolvere questioni così complicate quanto dannose significhi creare leggi che trasformino d’incanto in normalità i guai con cui la gente comune è costretta a continuare a convivere, per legge. Legge contro la legge.

C’è chi non trova migliore soluzione che nascondere continuamente la polvere sotto al tappeto, ma è polvere da sparo. Taranto è una miccia e non va mostrata.

DECINE DI MIGLIAIA le persone consapevoli, IGNORATE da quelli che dovrebbero essere gli amplificatori di realtà a livello nazionale, che hanno gridato la propria rabbia ed il proprio dolore per la perdita di altrettante decine di migliaia di vite.

I manifestanti sono stati capaci di dimostrare l’inutilità di un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine in tenuta antisommossa giunte da ogni parte d’Italia. UN’ULTERIORE SPRECO DI DENARO PUBBLICO.

A fronte di quanto accaduto, ma sarebbe meglio dire di quanto non accaduto, sono risultati infondati i timori del ministro dell’interno Cancellieri sul “rischio di ordine pubblico”. Taranto ha dato un grande esempio di civiltà ad un’intera nazione, un segnale positivo che in quanto tale non fa notizia in questo paese in cui l’informazione pre-natalizia è incentrata su presepi, vacanze, panettoni, ricette e shopping.

Noi, cittadini e lavoratori liberi e pensanti, dichiariamo il nostro SDEGNO nei confronti dei canali di informazione che hanno VOLUTO TENERE NASCOSTA la marcia di un popolo vittima della corruzione di chi avrebbe dovuto tutelare i nostri interessi ed invece li ha svenduti. Non c’è ambito che non sia stato corrotto dal sistema Ilva per ucciderci prima ancora di essere morti. Nelle intercettazioni raccolte dalla magistratura figurano le istituzioni ad ogni livello: l’imprenditoria, le forze dell’ordine, gli organi di informazione locale, sindacalisti, religiosi.

TUTTI hanno venduto ciò che non gli apparteneva: Taranto e le vite dei tarantini.

Esprimiamo risoluta INDIGNAZIONE per quelle realtà redazionali che non fanno altro che divulgare le peggiori qualità dell’ignoranza umana.

Proviamo profonda VERGOGNA per tutte quelle tv e giornali che non hanno scelto come proprio padrone il lettore.

In un paese democratico i giornalisti e le pecore sono cose differenti.

Qui le pecore che si trovano in un raggio di 20km dal’Ilva le abbattono. Per questo i vostri inviati se ne sono tenuti alla larga?

Qui di seguito i video che dimostrano quanto scritto:

http://www.youtube.com/watch?v=jwcNDDSyLa4

http://www.youtube.com/watch?v=NsktV0Iir20

Il giornalismo esiste solo nella misura in cui significa “antipotere”. H. euve-Méry.

Taranto, 18/12/2012

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