GLI IMPRESENTABILI

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Con l’approssimarsi dell’appuntamento elettorale di fine mese sto provvedendo a compilare la mia personale lista di “impresentabili” sulla base del loro grado di nocività ambientale e lavorativa. Forse farei prima a stilare la lista dei presentabili, visto che buona parte dei soggetti e degli schieramenti in lizza per uno scranno si fa fatica a guardarla.

Per cominciare, sicuramente un posto d’onore nella categoria va dato d’ufficio a tutti gli attuali deputati o senatori che hanno avuto il coraggio di ripresentarsi dopo aver votato a favore del così detto “decreto salva Riva” (o “ammazza Taranto”).

Entra con tutti gli onori nella black list anche l’intero PdL, che vanta una lunga tradizione di tentate – e in parte riuscite – aggressioni alla sicurezza del lavoro, all’ambiente e alla salute (una per tutte: il tentativo di spingerci un’altra volta sul baratro nucleare). Come poter dimenticare Altero Matteoli (candidato al Senato in Toscana), che da ministro dell’ambiente mise in previsione 103 nuovi inceneritori ? O Maurizio Sacconi (candidato al Senato in Veneto), e l’impegno ed abnegazione da lui profusi nel depotenziare la normativa di igiene e sicurezza del lavoro ? O Stefania Prestigiacomo (candidata alla Camera in Sicilia) e le sue posizioni nucleariste  ? Non fu forse lei, come ministra dell’ambiente ad autorizzare nuove trivellazioni petrolifere vicino alle Tremiti e a Pantelleria, ad accordare all’Ilva di Taranto l’Autorizzazione Integrata Ambientale, a sospendere la normativa che limitava l’esposizione a benzo(a)pirene  rimandandone i termini e subordinandoli alle compatibilità economiche ?

horror2Per il PdL una menzione speciale va anche a Roberto Formigoni (candidato al senato in Lombardia) che annovera fra le sue tante imprese la firma (si sospetta ben pagata con tangente all’ex assessore Nicoli Cristiani) su una delibera che sblocca l’apertura di una discarica d’amianto da parte di un certo Locatelli, un imprenditore condannato per traffico di rifiuti e accusato di aver seppellito tonnellate di scorie inquinanti sotto l’autostrada Brescia – Bergamo – Milano.

Il PdL ci ha risparmiato questa volta la candidatura di Giorgio Galvagno ex sindaco di Asti che nel ’96 patteggiò 6 mesi e 26 giorni di carcere per inquinamento delle falde acquifere, delitti colposi contro la salute pubblica e omessa denuncia dei responsabili della Tangentopoli astigiana nello scandalo della discarica di Vallemanina e Valleandona (smaltimento fuorilegge di rifiuti tossici e nocivi in cambio di tangenti). Davanti a cotanto curriculum Berlusconi lo aveva premiato nel 2001 con un seggio alla Camera per Forza Italia, ma a questo giro niente. In compenso corre al suo posto il figlio Marco, candidato per la Camera in Piemonte.

A ruota dei berluscones seguono in lista nera gli alleati leghisti, che candidano con orgoglio al Senato Oscar Lancini, sindaco di Adro. Adro è un ridente paesino del bresciano nelle cui fogne sono state scaricate per anni migliaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti dalla ELG, la ditta di smaltimento di proprietà dello stesso sindaco.  La ELG è fallita nel 2007, ma i suoi impianti, privi di agibilità e di Certificato Prevenzione Incendi, funzionano ancora appestando il paese con esalazioni nauseabonde. Sono stati infatti acquisiti dalla ValleSabbiaServizi, una ditta il cui responsabile tecnico è Lancini Luca. fratello di Oscar.

horror3La black list accoglie di diritto Mario Monti per meriti sul campo, ottenuti grazie alla difesa sfegatata da parte del suo governo dell’attività dei Riva e ai reiterati attacchi alle norme di sicurezza del lavoro. La sua lista (più che una lista, un’organizzazione datoriale), benedetta a Melfi da Elkann e Marchionne, accoglie candidature imprenditoriali che vanno dal costruttore Salvatore Matarrese (figlio di Michele Matarrese, quello di Punta Perotti) al falco di Confindustria, ex presidente Federmeccanica Alberto Bombassei, di cui ricordiamo simpaticamente gli anatemi contro le sanzioni in materia di sicurezza del lavoro . Fra i montiani viene riciclato dall’ultimo governo Renato Balduzzi, il ministro della salute (ma non di quella dei tarantini), che ebbe l’ingrato compito di esporre alla cittadinanza i dati terrificanti sull’ inquinamento dell’ILVA, in un patetico tentativo di sminuirne la portata.

Assieme al professore corre il fedele Pierferdinando Casini Caltagirone, che alcune malelingue vogliono vicino al partito dei cementificatori e insinuano una stretta parentela con il proprietario della Cementir (azienda non proprio salubre, come sostengono i cittadini di Maddaloni e di Arcuata Scrivia).  Di Pierferdi mi piace riascoltare le esternazioni seguite al disastro nucleare di Fukushima.

frankenstein-monster-190Spostandoci a sinistra, pare proprio confermato il vecchio detto “il pesce puzza sempre dalla testa”, e il PD non fa eccezione. Di Pierluigi Bersani potremmo ricordare la paternità del D. Lgs. 77/99, che, oltre a liberalizzare il mercato dell’energia instituì i “certificati verdi”, un incentivo per chi produce energia da fonti rinnovabili emettendo meno CO2. Peccato che  Pierluigi si dimenticò di escludere dai beneficiari i termovalorizzatori (che sui certificati verdi fanno tuttora un pacco di soldi). Forse gli piacevano particolarmente, a giudicare dalla sua reprimenda verso l’ordine dei medici di Ferrara, colpevole di aver preso posizione contro la costruzione di nuovi inceneritori .

Nel 2006/2007 Emilio Riva finanziò la campagna elettorale di Bersani con 98.000 euro (a dire il vero ne diede 245.000 anche al PdL). Lungi da me il solo pensiero che tale contributo liberale abbia potuto influire sulla politica del PD, che si è schierato contro la sospensione dell’attività dell’acciaieria di Taranto non perché ha preso i soldi da Riva, ma perché della salute dei tarantini sarebbe pronto a fottersene anche a gratis. In Puglia il PD candida per la Camera Ludovico Vico, nonostante la contrarietà di Casson .  Vico è il deputato PD a cui Girolamo Archinà (ai tempi addetto alle PR dell’Ilva di Taranto) dettava le modifiche da proporre per ammorbidire la normativa ambientale, e a cui lo stesso Archinà si rivolgeva per silurare pesantemente chiunque ostacolasse l’attività inquinante dell’Ilva, con particolare accanimento contro il presidente dell’ARPA Puglia e  contro il senatore PD Della Seta. Sta di fatto che, nonostante le intercettazioni abbiano reso palese questo schifo, oggi Vico è candidato del PD, Della Seta no (clikka qui  e qui) .

Il PD ci ha risparmiato la candidatura di Mauro Moretti, l’AD del Gruppo Ferrovie dello Stato. Non che il partito di Bersani non ci abbia pensato seriamente a candidarlo, ma è dovuto ritornare sui suoi passi travolto dall’ incazzatura dei viareggini. Comunque, anche solo il fatto che abbia pensato di proporlo per il Parlamento (nonostante sia imputato per la strage di Viareggio) conferma quanto il partito condivida la sua modalità di gestione delle ferrovie: smantellamento del trasporto popolare in favore dei freccia rossa, massicci investimenti in grandi opere devastanti per il territorio, riduzione dei livelli di sicurezza e pugno di ferro contro i lavoratori.

Il PD (bontà sua) ha anche evitato la candidatura di Antonio Bassolino, pesantemente coinvolto nel disastro della munnezza napoletana, ma non quella della moglie Anna Maria Carloni, reinfilata a forza nel listino nonostante la bocciatura alle parlamentarie.

Continuando a mancina, si conquista un posto nella schiera degli invotabili  pure Nicki  Vendola, che con la vicenda Ilva  ha dimostrato magistralmente come sinistra, ecologia e libertà possano trasformarsi da valori a oggetto di svendita, trattativa al ribasso, merce di scambio.

horror4La black list è ormai strapiena di dis/onorevoli o aspiranti tali, ma se si stringono un po’ riescono ad entrarcene  pure altri. Chissà quanti me ne sono dimenticati !  E allora chiedo aiuto ai lettori:

AGGIUNGETE  ANCHE VOI I VOSTRI IMPRESENTABILI,  scegliendoli fra quelli che hanno giocato con la pelle e la salute di cittadini e lavoratori. Costruiamo una banca dati con i “curriculum” di questi soggetti.

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