I PESI E LE MISURE

injusticeA quanto pare è più facile beccarsi 10 anni per aver dato due calci a una vetrina durante il G8 di Genova che varcare le soglie di una galera dopo aver ammazzato decine (ma anche centinaia o migliaia) di operai. Si nota una certa sproporzione quando si scopre che la condanna degli ex dirigenti Michelin di Torino (17/03/99) per 11 morti e 14 malati gravi è di poco superiore a quella comminata a un immigrato per il furto di 4 meleMentre vi lascio a meditare sul concetto di “giustizia di classe”, approfitto per fare il punto sullo stato di alcuni processi in corso per stragi sul lavoro e disastri ambientali.

Michelin di Spinetta Marengo

Presso il Tribunale di Alessandria si sta celebrando il giudizio di primo grado per  la morte di dodici operai Michelin di Spinetta Marengo e per le lesioni gravi e gravissime nei confronti di altri sei, ancora vivi ma ammalati di cancro (prevalentemente ai polmoni ed alla prostata). Per anni sono stati esposti al talco di Balangero (contenente fibre di amianto), all’amianto delle coinbentazioni, alle amine aromatiche, all’olio aromatico, al nerofumo. Il tutto senza protezioni, in condizioni di lavoro infernali e sotto un clima intimidatorio. Questi 18 operai non sono né i primi né gli unici: dal 1970 al 1990 l’ISTAT aveva stimato 53 morti per tumore su 112 operai Michelin deceduti nel periodo. Il 47, 4 %, una percentuale molto al di sopra delle medie piemontesi. Attualmente sono imputati cinque dirigenti dell’azienda dal 1971 al 1994: Gian Carlo Borella (87 anni), Giovanni Alberti (87 anni), Emilio Toso (78 anni), Bartolomeo Berello (70 anni) e Jean Michel Belleux (62anni). Gente che, a giudicare dall’età e dal fatto che entro il 2014 i reati andranno in prescrizione, non  conoscerà la cella, nè vedrà mai intaccati i propri beni (‘che anche se le vittime intentassero una causa civile se ne riparla fra 15 anni).

Eureco di Paderno Dugnano

E’ il 4 novembre del 2010 quando all’Eureco di Paderno Dugnano esplode una miscela di gas. L’Eureco è una ditta autorizzata a ricevere rifiuti industriali, stoccarli e poi cederli ad altre imprese per lo smaltimento. Il titolare, Giovanni Merlino, per guadagnare di più, vuole che i bidoni sigillati vengano aperti e i materiali speciali mescolati a materiali comuni, etichettati come rifiuti “normali” e smaltiti a costi inferiori. Nel cortile dove avvengono le operazioni c’è un cassone dove nei giorni precedenti sono stati riversati i ‘setacci molecolari’, sostanze usate per filtrare il gpl, che in contatto con l’umidità rilasciano gas infiammabili. Basta la scintilla di un muletto e il cassone prende fuoco, esplode. Rimangono ustionati 7 operai, dipendenti dell’Eureco e di una cooperativa d’appalto fittizia. Quattro di loro muoiono nei giorni seguenti, dopo lunghe sofferenze. Merlino, all’epoca dei fatti ha già un bel curriculum: ha un altro operaio sulla coscienza, morto nel 2005 alla Cr di San Nazzaro dei Burgundi (una delle sue aziende), per cui ha patteggiato un anno e quattro mesi, e un’accusa per frode fiscale. Aggiunge al curriculum l’imputazione di omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo, traffico illecito di rifiuti, violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Dall’inizio il processo prende una brutta piega: il GUP esclude la costituzione di parte civile di Medicina Democratica, A. E. A., Comitato a sostegno dei familiari delle vittime e dei lavoratori Eureco, Anmil, Allca Cub Chimici. Non viene considerata la recidivia dell’imputato e si concede a Merlino il rito abbreviato, che riduce automaticamente la pena di un terzo. Più volte il GUP  invita a chiudere la questione con un accordo risarcitorio tramite l’assicurazione dell’Eureco, facendo leva sulle gravi difficoltà economiche delle famiglie degli operai, e senza mai, peraltro, forzare gli imputati ad esporsi direttamente. Non viene effettuato un sequestro preventivo dei loro beni. La difesa cerca di scaricare le colpe del rogo sui lavoratori bruciati vivi.   Il primo grado si è concluso il 23 aprile con una condanna a cinque anni, già impugnata dalla difesa. Le vittime italiane e il loro familiari hanno ricevuto un parziale anticipo provvigionale da parte dell’assicurazione dell’Eureco, mentre l’operaio albanese ferito e i familiari delle vittime albanesi non hanno ancora visto un euro. Erano dipendenti della coop di appalto creata dallo stesso Merlino tramite un prestanome.

Eternit di Casale Monferrato

Si attende per il 3 giugno la sentenza di appello, dopo la condanna in primo grado di Stephan Schmidheiny e Louis De Cartier a 16 anni di reclusione per il reato di disastro doloso commesso negli stabilimenti di Casale Monferrato e Cavagnolo. Per gli stabilimenti di Rubiera e Bagnoli gli imputati sono  stati prosciolti in primo grado per intervenuta prescrizione.*

Il 20 maggio Louis De Cartier è morto alla veneranda età di 92 anni, dopo aver trascorso una vecchiaia tranquilla nella sua villa in Belgio. Amministratore  delegato della multinazionale Eternit dal 1966 al 1978 e Presidente del CdA fino al 1986, non ha pagato mai nulla  per  le migliaia di morti che ha seminato in Italia e nel mondo. Per quanto lo riguarda, le vittime dell’Eternit dovranno far causa civile ai suoi eredi. Rimane in piedi il procedimento penale contro Schmidheiny che, in caso di ulteriore condanna, è plausibile non si presenti in Italia per farsi arrestare. Quanto ai risarcimenti alle parti civili, le proprietà di Schmidheiny e degli eredi di De Cartier sono tutte all’estero, praticamente impossibili da sequestrare.

Deceduti stabilimento Eternit di Cavagnolo per patologia asbesto correlata

74

Deceduti stabilimento Eternit di Cavagnolo con patologia asbesto correlata

23

Viventi stabilimento Eternit di Cavagnolo con patologia asbesto correlata

46

Deceduti stabilimento Eternit di Casale Monferrato per patologia asbesto correlata

1004

Deceduti stabilimento Eternit di Casale Monferrato con patologia asbesto correlata

375

Viventi stabilimento Eternit di Casale Monferrato con patologia asbesto correlata

412

Deceduti appaltiEternit di Casale Monferrato con patologia asbesto correlata

16

Viventi appalti Eternit di Casale Monferrato con patologia asbesto correlata

4

Deceduti stabilimento Eternit di Rubiera per patologia asbesto correlata

43

Deceduti stabilimento Eternit di Rubiera con patologia asbesto correlata

2

Viventi stabilimento Eternit di Rubiera con patologia asbesto correlata

7

Deceduti stabilimento Eternit di Bagnoli per patologia asbesto correlata

267

Deceduti stabilimento Eternit di Bagnoli con patologia asbesto correlata

117

Viventi stabilimento Eternit di Bagnoli con patologia asbesto correlata

190

(continua …)

* Aggiornamento del 3/06/13: L’esclusione di Rubiera e Bagnoli è stata modificata in appello.

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Rassegna stampa Eureco.

Sentenza-Eternit-1° grado – motivazioni.

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