GOOD MORNING PANČEVO

Continuano ancor oggi gli “effetti collaterali”  dell’aggressione alla ex Jugoslavia, quella che D’Alema definisce “la guerra che rifarei“. Non so se la rifarebbe davvero se dovesse pagare lui, sul suo corpo, il prezzo della catastrofe ambientale che fece seguito ai bombardamenti del petrolchimico, della raffineria e della fabbrica di fertilizzanti di Pančevo: 2100 tonnellate di dicloro etilene rilasciate nell’ambiente, oltre a 250 tonnellate di ammoniaca, 460 tonnellate di cloruro di vinile monomero, e poi cloro, ossidi di zolfo e di azoto, e 8 tonnellate di mercurio confluite nel Tamiš, affluente del Danubio. Ma D’Alema se ne frega. Il prezzo lo pagano nella carne gli abitanti di quella martoriata città, i suoi operai, i loro figli piccoli. A 14 anni di distanza l’Osservatorio Balcani e Caucaso ci aggiorna sulla situazione con un video/inchiesta.

Altri documenti:

Andrea Mengozzi, Pancevo: il dramma di un’altra Marghera, 21/11/02.

Luka Zanoni, Il tumore di Pančevo, 10/05/04.

Nicole Corritore, Pančevo, maglia nera dell’inquinamento, 21/11/12.

Antonio Martino, Pancevo la citta morta, aprile 2009. Guarda il trailer del documentario:


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