MEMORIE: L’ICMESA DI SEVESO

cloracneOggi ricorrono  esattamente trentasette anni da quel 10 luglio 1976, quando saltò il sistema di controllo della temperatura del reattore A101 nello stabilimento Icmesa, ai confini fra i comuni di Meda e di Seveso. Dopo 37 anni non sono però ancora finite le conseguenze sull’ambiente e sulle popolazioni, e neanche gli strascichi giudiziari.

Il reattore dell’Icmesa conteneva  triclorofenolo, un componente per diserbanti (compreso l’Agente Orange) che a 350° e più si evolve in TCDD, una delle peggiori diossine. La TCDD provoca danni gravissimi alla pelle, al cuore, ai reni, allo stomaco, al fegato, al sistema linfatico .

E’ cancerogena e  mutagena, interviene sul corredo cromosomico degli individui e sui feti, diminuisce la fertilità e la capacità riproduttiva, produce difetti alla nascita e danni embrionali, intacca il patrimonio immunitario. Un solo grammo di diossina può contaminare migliaia di persone. Dall’Icmesa di Seveso si stima che ne uscirono 18 chili.

Da subito si estesero a macchia d’olio le morie fra gli animali, i malori fra la popolazione e i casi di cloracne che sfiguravano gli abitanti. Ma è negli anni a seguire che si vedranno i risultati peggiori, con la conta dei bambini malformati (erano otto nel 1975, salirono a novantacinque nel ‘ 76, centoventi nel ‘ 77, centouno nel ‘ 78), oltre a percentuali crescenti di mortalità alla nascita. Un’indagine sulla mortalità in zona tra il 1976 e il ‘ 91 mostra  aumenti vertiginosi dei tumori di pancreas, vescica, pleura,  retto,  fegato, ossa, cervello e tiroide, dei linfomi di Hodgkin e leucemie.

Chi ha pagato per tanto dolore ? La giustizia penale ha chiuso il discorso nel 1986 assolvendo il presidente dell’Icmesa Guy Waldvogell, il responsabile tecnico Giovanni Radice, e il progettista del reattore Fritz Moeri. Al sindaco di Meda, Malgrati, e all’ufficiale sanitario Ghetti erano già stati prescritti in primo grado i reati relativi ai mancati controlli. Il direttore tecnico Icmesa Herwig von Zwehl si è beccato due anni, e un anno e mezzo Jorg Sambeth, direttore tecnico della Givaudan. Non è arrivato a processo il dirigente Icmesa Paolo Poletti, ucciso da Prima Linea il 5 febbraio 1980.

Lo scorso 22 aprile la Corte di Cassazione ha definitivamente respinto le richieste risarcitorie di 326 sevesini abitanti nelle zone non bonificate. Perché se è vero che il TCDD  permane nel terreno anche per un secolo,  per la Corte non permane il reato. Gli abitanti restano gli unici veri condannati a 100 anni di diossina.

P.S. Nel frattempo la Regione Lombardia ha dato il via libera alla costruzione dell’autostrada pedemontana (con relativi scavi e sbancamenti) anche sui suoli mai sottoposti a bonifica.

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