PROCESSO MARLANE: L’ELEMOSINA DI MARZOTTO

di Francesco Cirillo

Marlane

[Pubblichiamo con profonda tristezza e rabbia questo articolo di Francesco Cirillo, tratto da “Il Quotidiano della Calabria” del 7 novembre scorso e dal blog “Scirocco“]

Marzotto e la sua corazzata di super avvocati vincono nel processo in corso a Paola. Venerdì 8 novembre ci sarà una nuova udienza. Cominceranno ad essere ascoltati i testi della difesa. I primi saranno proprio operai che vi hanno lavorato e che, come ha già fatto qualcun altro, diranno che tutto era a posto, tutto pulito e profumato e se qualcuno di loro è stato colpito da tumore è perché fumava. Dopo aver smantellato la relazione di Brancati riducendo in polvere il suo studio tecnico e dopo il flop della relazione Ricci presentata dallo stesso Pm dove non si dimostra , se non per pochi casi, il nesso fra uso dei coloranti chimici e tumori ecco uscire dal cilindro del Conte un’elemosina, come risarcimento, da distribuire a tutti i ricorrenti di parte civile. Un’elemosina per tutti, che visto la situazione disastrosa del processo saranno costretti ad accettare. D’altra parte è anche giusto che sia così. Il processo non ha mai avuto il giusto equilibrio dalla parte civile per niente aggressiva e soprattutto priva di mezzi economici per buone perizie di parte e studi su quanto avvenuto in quella fabbrica della morte, e le famiglie non si sono sentite garantite nella lotta per ottenere quanto davvero si meritavano di avere per la morte del marlane (1)proprio congiunto. A parte il Quotidiano della Calabria nessun media regionale e nazionale si è occupato, se non sporadicamente della vicenda. Una vicenda che se fosse avvenuta in qualsiasi fabbrica del nord avrebbe avuto spazio nei tanti reportage, con mobilitazioni di massa e dichiarazioni politiche da tutte le parti. Qui il silenzio è assoluto se non quello del “Comitato per le bonifiche” che dei piccoli successi li ha ottenuti autonomamente facendo inserire dalla Regione Calabria il sito della Marlane nei siti da bonificare per la presenza dei rifiuti tossici sotterrati nella stessa area. Una storia oramai decennale con un processo in corso per disastro ambientale, omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime , per 12 imputati compreso il Conte Marzotto. Un processo che si dovrebbe quindi risolvere, secondo i legali di Marzotto e della parte civile, con qualche decina di migliaia di euro da distribuire a chi vuole accettare l’offerta, contando proprio sulle difficoltà economiche di tante famiglie che proprio per la morte del proprio padre o madre si sono trovate in queste condizioni. Ma Marzotto sa come patteggiare e sa come uscirsene da situazioni scabrose . Vuole chiudere la questione Marlane, temendo che la stessa cosa possa avvenire nelle sue fabbriche a Valdagno ed a Schio dove anche lì cominciano a registrarsi morti di operai . I Marzotto da poco hanno concluso un marlane 2patteggiamento con l’Agenzia delle Entrate versando come risarcimento ben 57 milioni di euro . L’inchiesta nella quale era stata coinvolta l’intera famiglia era nata a seguito di una verifica fiscale dell’ Agenzia delle Entrate e riguardava la vendita nel 2008 di quote del marchio Valentino Fashion Group da parte dei Marzotto e dei Donà Delle Rose al fondo inglese Permira. Secondo l’accusa, con la vendita sarebbe stata realizzata una plusvalenza di 200 milioni di euro, ottenuta in Lussemburgo attraverso la società Icg, che sarebbe stata creata ad hoc.

Il tutto, secondo i pm, senza pagare tasse per circa 65 milioni di euro. Contestazione poi salita, con la chiusura delle indagini, a circa 71 milioni. Gli indagati, secondo l’accusa, avrebbero appunto tentato di dribblare il fisco creando appositamente la `scatola´ lussemburghese per poi, a operazione conclusa, metterla in liquidazione.

Per questo, nel novembre 2012, i pm avevano chiesto e ottenuto dal gip il sequestro di quasi cento immobili delle due famiglie, tra cui una villa a Cortina, terreni, lussuosi appartamenti in Veneto, alcune case a Roma e altri beni per un valore di 65,5 milioni di euro. Questo solo per far capire con chi si ha che fare. Capitalisti a tutto spiano che sanno muovere i capitali a livello europeo. Vedranno, dall’alto del loro nord, gli artefici di questo processo come quattro scalcagnati, con quattro avvocati di sottordine, familiari affamati, mentre loro hanno schierato corazzate di primo ordine. Ma tutto questo avviene proprio quando il Giudice Introcaso che presiede il processo in corso a Paola ha ordinato nuovi scavi nell’area della fabbrica Marlane ed inoltre, fatto nuovo, anche un’indagine epidemiologica fra gli abitanti attorno al perimetro dell’area inquinata. Sarebbe bastato anche questo per tranquillizzare le famiglie. Chiedere il sequestro dei beni di Marzotto e nello specifico dello stabilimento della Marlane. Sequestro già avvenuto ma solo per le perizie sui terreni. Il Marlane 3Presidente Introcaso ci crede in questo processo che ha seguito con equilibrio sin dall’inizio, ma al quale è mancata una spalla come il Pm Carotenuto che dopo le prime udienze venne trasferita in altra sede. Il processo comunque continuerà in ogni caso. Le parti civili come quelle degli ambientalisti, dei Comuni di Praia e Tortora, della regione , della provincia e dei sindacati restano e bene o male dovrebbero garantirne la continuità, fino alla sentenza. Marzotto spera nella piena assoluzione, dopo di che il terreno, bonificato dalla Regione, potrà diventare un grande centro commerciale , o una darsena , o un grande albergo a cinque stelle, facendo vincere Marzotto due volte.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...