MATTEO E GLI ALTRI

Il 5 maggio 2012 Matteo Armellini, 31 anni, moriva a Reggio Calabria durante il montaggio del palco per il concerto di Laura Pausini. Moriva come Khaled Farouk Abdel Hamid nello smontaggio del palco dei Kiss e come Francesco Pinna, durante i lavori d’allestimento del concerto di Jovanotti. Quello che segue è l’appello della madre, Paola Armellini (la stessa che ha ricevuto dall’Inail l’oltraggio di 1936,80 euro come liquidazione per la morte di Matteo).

All’appello e alla petizione hanno risposto molti precari dello spettacolo e altre madri di operai uccisi sul lavoro. Ecco le loro testimonianze.

R.B. 20 ore di lavoro, 4 di sonno e si ricomincia; viaggi lunghi di notte, poi senza riposo scarico, montaggio, assistenza, smontaggio, carico e via in un altra città. lavoratori in Italia sottopagati, sfruttati davanti gli occhi di tutti…la risposta che ti viene data? NESSUNO TI OBBLIGA A FARLO !

F.M. Conosco indirettamente questo mondo per via di un amico di vecchia data che ci ha lavorato per diversi anni. definiva il suo datore di lavoro un mercante di schiavi, e l’ambiente di lavoro come un far west totalmente privo di qualsiasi forma di legalità. 

S.P. Anche mio fratello lavora per eventi e manifestazioni, con turni massacranti, spesso di notte, senza alcuna alcuna tutela ! La paura c’é sempre !

The show must go offA.S. Londra. Sono un Tecnico Luci, lavoro anche io in questa industria e vorrei tornare a casa sano e salvo dopo le mie 14/16 ore di lavoro.

A.M.P.  Il mio ragazzo lavora in questo campo da anni e più volte mi ha raccontato di aver scampato un pericolo all’ultimo secondo.

M.S. Ho lavorato in quel mondo e le regole quasi mai vengono rispettate, a volte basta un temporale, un po’ di vento per creare danni. Bisognerebbe adibire luoghi idonei per concerti, come in Paesi molto più evoluti del nostro.

B.N. Sono un musicista professionista testimone ogni giorno di come e quanto tutto ciò che ha a che fare con musica e teatro, dal lavoro degli artisti a quello dei tecnici, sia non inquadrato e vilipeso al punto tale da rischiare la vita per due euro in più.

F.M. Sono stato anch’io un lavoratore del settore e conosco molto bene lo sfruttamento di molte ditte verso questi ragazzi che oltre a farli lavorare in condizioni anormali con tempi strettissimi li costringono ad aprire partite iva o ad inserirsi in coop truffa fatte espressamente per ingaggiare lavoratori e ridurre le responsabilità delle ditte che appaltano, con la compiacenza di agenti di artisti. Stessa cosa succede nel mondo della moda che vede ditte senza scrupolo che fanno le stesse identiche cose.

C.S. Anche io sono un ex “invisibile”, il problema sono le “scatole cinesi”, e l’enorme numero di “contractors” per realizzare un spettacolo.

D.A. Ho montato anch’io palchi in gioventù, ti trattano come animali e ti fanno lavorare 20 ore di fila! In queste situazioni c’è chi guadagna tantissimo, e chi rischia la vita e viene maltrattato per pochissimo...

L.C.  E’ vero turni selvaggi per 4€/ora.

V.R. Il giorno in cui è successo un mio amico stava montando le luci di un palco e per poco non cadeva da un’altezza notevole, per quel che so non ha mai fatto più di tanto per proteggersi, fiero della sua agilità, ma credo sia la norma vigente un po’ per tutti nell’ambiente (e senza fare nomi, ha sempre lavorato per grandi gruppi).

ROMA: PRESENTAZIONE CONCERTO PRIMO MAGGIO CON FRANCESCO PANNOFINOB.F. Il migliore amico di mio fratello è morto allo stesso modo montando il palco di Zucchero a Merano negli anni ottanta. Ho fatto questo lavoro per anni e non c’é sicurezza, non c’è tutela e non c’è professionalità da parte delle maestranze. E’ l’unico o uno dei pochi settori lavorativi dove manca un sindacato che tuteli gli operai.

G.P. Cara sig,ra,sono molto dispiaciuto per la morte di suo figlio. Vede, questa é una lotta senza speranza, con la crisi che c’é, la gente non si può permettere di alzare la voce per i propri diritti, pena il licenziamento. Vede sig.ra, io sono un padre di famiglia, e monto i palchi in tutta Europa, per cantanti, manifestazioni, ecc…mi danno 5.00 euro l’ora, notte inclusa….capisce bene, che se lo Stato dice che la vita di un operaio dello spettacolo, vale solo 5.oo euro all’ora …ma di cosa stiamo parlando…

Valentina Pinna.  Sono la mamma di Francesco Pinna morto a vent’anni sotto il palco a Trieste, queste cose non devono più succedere, chiedo tutela e sicurezza per tutti i lavoratori, sono solidale con la madre di Matteo Armellini.

L.P. Ho fatto lo stesso lavoro per anni durante liceo e università e mi son fatto male (per fortuna mai seriamente) più di una volta! ovviamente sottopagato in nero e senza nessun DPI o altre misure di sicurezza….ora che lavoro nel settore della sicurezza so bene quante norme non vengono minimamente rispettate in questo settore.

Maria Agrippina Amantia. Sono anch’io la mamma di un operaio morto mentre faceva il suo lavoro, è morto 5 anni fa insieme ad altri cinque operai in una vasca del depuratore comunale di Mineo in provincia di Catania. . Dopo cinque anni di lotte e di un processo iniquo, sono arrivata alla conclusione che i morti sul lavoro sono subito visti come un elemento che fa salire lo share di un telegiornale, dopodiché tutto va nel dimenticatoio. Le famiglie sono lasciate a loro stesse e non ottengono giustizia. Mi dispiace per la mamma di Matteo, ha tutta la mia solidarietà, io mi sono pure ammalata di tumore a causa del mio dramma, ma non serve a niente, niente cambia. Con affetto verso questa mamma.

Monica Malizia, Recanati. Mio figlio ha avuto un grave infortunio sul lavoro nel 2008 (ustioni di 2° e 3° grado sul 30% del corpo viso incluso) e ancora aspettiamo giustizia, non solo, ma l’Inail non voleva riconoscerlo.

V.G. Anch’io sono un lavoratore dello spettacolo e conosco a fondo e in prima persona tutte le problematiche legate agli allestimenti di piccoli medi e grande spettacoli e posso confermare che la situazione è assolutamente insostenibile per la quasi totale inosservanza delle leggi.

M.R.  Dopo 20 anni di lavoro sono rimasto a casa sostituito da facchini. L’esperienza e la sicurezza di un tecnico non valgono più niente. Non si può chiedere ai facchini di scaricare camion e poi lavorare al montaggio di palchi di cui non hanno minima conoscenza per svariate ore. Costa meno un morto che avere personale qualificato.

Vedi anche: Crollo del palco di Laura Pausini: 7 indagati per omicidio colposo, da Contropiano, 4 aprile 2014.

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