AGUAS DE ORO

Simona Carnino, Luciano Gorriti Robles.

Maxima-300x300Maxima Acuña Chaupe ha rughe profonde, una piccola statura e una volontà granitica. Vive a 4200 m. di altitudine nelle Ande peruviane e nel cuore di Conga, il progetto di espansione di Yanacocha, la miniera d’oro più grande dell’America Latina, proprietà della società statunitense Newmont.
Maxima ha un sogno.
Continuare a vivere tra le sue montagne.
Anche Yanacocha ha un sogno.
Accaparrarsi le terre di Maxima necessarie all’espansione.
In gioco non ci sono solo interessi personali, ma la sopravvivenza dell’ecosistema andino.
Ed è per questo che Maxima non lascia la sua terra, nonostante le violenze fisiche e psicologiche che subisce quotidianamente.

Il progetto Conga prevede la distruzione della laguna Azul, Perol, Chailluagón, Empedrada per la realizzazione di due miniere a cielo aperto, due depositi di materiali di scavo e spianate per installazioni per un netto di 3000 ettari di flora e fauna cancellata. L’azienda prevede la realizzazione di quattro bacini artificiali con una portata d’acqua maggiore dei laghi naturali.
Ma per la popolazione di Celendin, Cajamarca e Hualgayoc le lagune sono molto di più di riserve d’acqua. Fanno parte di un bacino idrogeologico complesso da cui nascono i 5 fiumi che scendono verso le tre province. Gli scavi di Conga potrebbero danneggiare il sistema di vasi comunicanti del bacino, pregiudicando l’irrigazione di circa 25mila ettari.

In 22 anni di miniera, Cajamarca ha fatto i conti con razionamento di acqua e inquinamento. Teofilo Castrecòn, un contadino della comunità di San José, racconta che nel 2014 la pioggia, filtrata nei depositi di materiali di scavo della miniera, è scesa a valle contaminando il piccolo rio che attraversa il suo villaggio. Decine di capi di bestiame sono morte abbeverandosi alle sue acque, con un conseguente impoverimento dei loro proprietari.
«Ci impegneremo a migliorare la qualità dell’acqua di San José e delle comunità limitrofe» commenta Javier Velarde, il direttore di Yanacocha, ma intanto i contadini della zona ogni giorno camminano un’ora per poter riempire taniche di acqua salubre.

Leggi per intero il bellissimo reportage su www.aguasdeoro.org.

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