STORIE DI ORDINARIA CORSIA

Storie di ordinaria corsiaMedicina in Movimento (*)

[Quelli che seguono sono alcuni stralci dell’inchiesta ‘Storie di ordinaria corsia‘, svolta all’interno del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna dal collettivo universitario ‘Medicina in Movimento’ .

E’ una selezione di testimonianze su come, a causa della precarietà e dello sfruttamento,  gli operatori che proteggono la nostra salute mettono a rischio la loro.  Per leggere l’intera inchiesta clikka qui. Ascolta l’intervista di Radio al Suolo a Medicina in Movimento.]

Negli ultimi mesi abbiamo portato avanti un lungo lavoro di inchiesta all’interno del Sant’Orsola che ha messo in luce le condizioni nelle quali sono costretti la totalità dei soggetti che attraversano l’ospedale. Dai lavoratori, (infermieri, medici, OSS, operatori) altamente precarizzati, agli studenti e specializzandi, utilizzati come forza lavoro gratuita o a basso costo, ai pazienti, che pagano in termini di salute le ristrutturazioni e le  privatizzazioni, tutti quanti subiamo sulla nostra pelle gli effetti di decenni di tagli lineari e politiche di austerity nella sanità. Finché non ci riconosceremo come portatori di interessi comuni e continueremo invece ad andare avanti separati e in solitudine non riusciremo a opporre una resistenza adeguata a tutto questo….

Una delle questioni che più ci ha colpito probabilmente riguarda la quantità di ore che il personale ospedaliero  in formazione passa in ospedale. Sorprende venire a conoscenza che la media di ore che questi specializzandi trascorrono sul luogo di lavoro oscilla fra le 9 e le 11 ore al giorno, arrivando dunque anche ad un totale di 60 ore settimanali, quando il massimo contrattualmente concesso sarebbe di 38 (48 compresi gli straordinari)….

Marco di cardiochirurgia ci racconta: “Guarda, io sono qui da ieri mattina e ho dormito a malapena due ore. Ma se non lo fai, cioè se non assecondi i turni organizzati per coprire i buchi e quindi agevolare gli strutturati, sicuramente ti ritroverai a ricucire safenectomie tutta la vita, sicuramente loro non ti guardano bene“.

Il problema delle ore passate in ospedale non è solo prerogativa del personale in formazione, ma anche dei medici specializzati ed infermieri. Anche per loro si va da una media delle 9 alle 11 ore di lavoro al giorno con punte che arrivano a 14. Un dato allarmante ci viene riferito da Fabio, medico strutturato: “Il problema maggiore è che spesso ai turni di reperibilità sono fatti seguire i turni regolari, così chi viene chiamato durante la reperibilità si trova ad aver lavorato magari una notte intera e poi a dover rimanere in reparto per cominciare il turno regolare. Spesso il personale si trova ad affrontare anche 30 ore di lavoro consecutivo, ma è folle pensare che un semplice riarrangiamento dei turni possa risolvere il problema, perché di fondo è proprio il personale a mancare“.

Continua Vincenzo, medico specialista in otorinolaringoiatria: “Il personale è ridotto a meno del minimo, poi con la nuova normativa le cose sono ulteriormente peggiorate“. Ciò a cui si riferisce è l’entrata in vigore, dal 25 novembre 2015, della normativa sul diritto ad evitare eccessi lavorativi prolungati. “La direzione sanitaria per non incorrere in sanzioni, sta facendo pressione sui medici affinché rimangano in reparto anche dopo l’orario contrattuale, ma ‘stimbrati’, in modo da non figurare sui tabulati. Dobbiamo opporci assolutamente affinché questa pratica non diventi una routine, perché rimanere stimbrati significa anche lavorare senza copertura assicurativa. Vi lascio immaginare …”.

Silvia, di otorinolaringoiatria: “Sono precaria da quando ho cominciato a lavorare con contratto a progetto. Ho avuto due gravidanze durante le quali in una sono stata costretta a lavorare fino al giorno prima del parto, nell’altra fino a 15 giorni prima del parto e pure in diabete gestazionale“.

Post Scriptum di Alexik: il bello è che al Sant’Orsola/Malpighi c’è anche una unità operativa di Medicina del Lavoro (oltre che ad una bella biblioteca dedicata), che dovrebbe occuparsi di prevenzione delle patologie professionali. Chissà che dicono dei turni di 30 ore ? Magari li fanno anche loro.

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