MONSANTO: AVVELENAMENTO E PROPAGANDA

David Lifodi (*)

pabloernestopiovano_lr2In Argentina la multinazionale Monsanto, leader dell’agronegozio, uccide, eppure guadagna sempre più spazio in televisione.
I dati del Bollettino epidemiologico del Ministero della Salute, “Intossicazione acuta da agenti chimici”, parlano di un aumento, nel 2016, del 26% degli intossicati da pesticidi e vanno di pari passo con la crescente presenza concessa a Monsanto dalla tv pubblica.
La trasmissione non solo magnifica l’agrobusiness, ma intende giustificare l’utilizzo dei pesticidi che, secondo Dardo Lizárraga, responsabile per Monsanto dell’Operación Semillas, non avrebbero alcuna ripercussione sulla popolazione.
In realtà, le cose non stanno affatto così, come testimonia il dramma della piccola Martina raccontato al quotidiano argentino Página/12 dalla madre, Maria Liz Robledo, la quale ha citato Monsanto di fronte al Tribunale internazionale dell’Aia per le sofferenze di sua figlia dovute alle fumigazioni effettuate dalla multinazionale con l’erbicida Roundup.
Madre e figlia vivono a Baigorrita, un piccolo paese di nemmeno duemila abitanti situato nel nordest della provincia di Buenos Aires.
Poco dopo la nascita, la bimba ha rischiato di morire asfissiata: alla prima poppata dalle sue narici ha cominciato ad uscire un liquido che non le permetteva di respirare.
I medici spiegarono alla madre che la piccola avrebbe dovuto essere operata immediatamente perché era nata con una malformazione congenita che metteva in contatto l’apparato digestivo con quello respiratorio. La malattia di Martina, per i medici, era dovuta alle fumigazioni effettuate da Monsanto a pochi metri dalla sua abitazione.
Dalla storia raccontata al Tribunale internazionale dell’Aia da Maria Liz Robledo è scaturita la prima denuncia contro Monsanto per “crimini contro l’umanità e l’ambiente”.

A seguito di questo episodio, la Fundación Tribunal a Monsanto ha raccolto una trentina di casi relativi a malformazioni congenite causate dalle fumigazioni effettuate dalla multinazionale degli agrotossici ed ha creato una piattaforma collettiva di autofinanziamento dedicata a raccogliere le donazioni da cittadini di tutto il mondo grazie al sostegno di militanti ambientalisti di primo piano come Vandana Shiva.
Quando Martina aveva quasi due anni ed el mosquito (questo è il nome dato dalla gente agli aerei che effettuano le fumigazioni) continuava a volare sopra Baigorrita, un nuovo caso di malformazione congenita ha colpito un altro bimbo dello stesso paese.
Anche in questo caso, spiegarono i medici della Red Nacional de Anomalias Congénitas, la causa andava ricercata nell’avvelenamento dell’ambiente. Il centro e il nordest della provincia di Buenos Aires sono tra le zone più esposte al glifosato, sostiene Tamara Perelmuter, portavoce del coordinamento No a la Ley Monsanto de Semillas.
L’invadente presenza di Monsanto sulla tv pubblica argentina serve per compensare gli effetti nocivi della multinazionale.
Circa il 60% della superficie del paese è coltivata con soia transgenica e le potenti lobbies agroindustriali del paese né si curano della salute delle persone né si preoccupano di favorire una consultazione preventiva come sancirebbe l’Organizzazione internazionale del lavoro quando si tratta di tematiche che hanno impatto diretto sulle comunità indigene e contadine. Le fumigazioni, che spesso avvengono a ridosso dei centri abitati, costringono intere popolazioni a rimanere in casa.

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La piccola Martina, affetta da problemi respiratori, non può nemmeno recarsi in giardino per giocare, mentre Monsanto finora non ha mai dovuto cedere sul tema degli erbicidi.
Damián Verzenassi, docente di Medicina all’Università nazionale di Rosario, quando si è recato al Tribunale internazionale dell’Aia per testimoniare contro Monsanto, ha sostenuto che andrebbe introdotto il reato di “ecocidio” come delitto penale, ma la Ley de Semillas gode di un’ampia maggioranza sia in Parlamento sia tra i membri del governo.
Per i bambini di Baigorrita, le comunità indigene e contadine e tutti coloro che vivono a ridosso delle zone dove Monsanto effettua le fumigazioni non si preannuncia un futuro roseo.

(*) Tratto da La Bottega del Barbieri.

Sullo stesso argomento: Come il Glifosato sta uccidendo l’Argentina.

Le foto di Pablo Ernesto Piovano sono tratte da: El costo humano de los agrotóxicos. Come il glifosato sta uccidendo l’Argentina. Queste le didascalie:

  1. A Fabián Piris era stato diagnosticato solo un anno di vita. Oggi ha 8 anni e soffre di idrocefalia e di un ritardo mentale irreversibile. Sua madre durante la gravidanza è entrata in contatto con il pesticida Roundup.
  2. Il bambino di cristallo. Lucas Techeira ha 3 anni ed è nato con ittiosi, malattia che sgretola la pelle. Sua madre è entrata in contatto con il glifosato del suo orto durante la gravidanza.
  3. Jesica Sheffer ha 11 anni. Da quando ne aveva 7 soffre di una malformazione ai tendini che le impedisce di mantenere una posizione eretta.

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