Archivi categoria: Asia

IL PREZZO DI VESTIRE IL MONDO

Marina Forti (*)

katunayakeGli abiti che indossate probabilmente sono stati cuciti in un posto molto simile a Katunayake, alle porte di Colombo, nello Sri Lanka. È un villaggio di modeste case a un piano, galline che chiocciano nei cortili tra banani e alberi di mango, quasi nascosto dal verde intenso della vegetazione. Però siamo in una periferia urbana, a due passi dall’aeroporto internazionale della capitale srilanchese.

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IL FILO ROSSO DELL’AMIANTO E DI STEPHEN SCHMIDHEINY TRA ITALIA E AMERICA LATINA

Fabrizio Lorusso (*)

Amianto dangerLo portavano sempre con sé i pompieri, dentro le loro uniformi. Isola tetti, pareti e tubature. E’ fibroso, incombustibile, mortale. Non è un indovinello, ma la descrizione dell’amianto o di una sua varietà, l’asbesto, un minerale di fibre bianche, flessibili e assassine. Continua a leggere IL FILO ROSSO DELL’AMIANTO E DI STEPHEN SCHMIDHEINY TRA ITALIA E AMERICA LATINA

UN GIORNO E 29 ANNI A BHOPAL

A 29 anni dalla strage di Bhopal, una delle peggiori catastrofi industriali della storia, il reportage di Tommaso Sbriccoli e le foto di Daniela Neri ci raccontano la marcia delle vittime del gas (da http://www.lavoroculturale.org/)

La marcia del 3 dicembre 2013, a 29 anni dalla strage di Bhopal. Foto di Daniela Neri

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UN REPORTAGE TRA TORINO E CASALE MONFERRATO

di Alberto Prunetti

Eternit 1[Questa pubblicata su Carmilla è la versione originale di un articolo che è stato pubblicato su Il Manifesto in forma ridotta lo scorso sabato 8 giugno]

Martedì 4 giugno. Sono in un angolo di piazza Castello, davanti alla sede dell’Associazione dei familiari delle vittime dell’amianto, a Casale Monferrato. Cammino con Luca di Voci della memoria, attivista del movimento, nipote di un lavoratore Eternit morto per l’asbestosi: “Mio nonno era uno duro, non si fermava mai nonostante la tosse”, dice, “leggeva la Gazzetta dello Sport, che teneva nascosta dentro l’Unità, per non sembrare uno che sprecava il tempo”. Provo a immaginare un involto rosa dentro al giornale del Partito, ridiamo fino a quando ci taglia la strada un pensionato in bicicletta con un fascio di volantini che annunciano la convocazione di un’assemblea pubblica per fare il punto sulla vertenza nei locali dell’ex-Dopolavoro Eternit, perché loro lo chiamano ancora così, senza giri di parole, il “circolo ricreativo comunale”. Il vecchio operaio ha una vocina flebile, è minuto, pedala stando in piedi, senza sedersi sul seggiolino. “Come sto? Meglio, dicono che si è un po’ ridotto…” Il pronome indica quello a un tempo chiamavano “il mal di Casale” e che oggi è ormai conosciuto col termine più scientifico di “mesotelioma”. Continua su Carmilla.

UNITED BUSINESS OF BENETTON

United colorsPersonalmente vedo complicato che le imprese comincino a preoccuparsi se le Leggi Nazionali di un Paese permettano una vita dignitosa ai lavoratori che lo abitano”.  Carlo Landi, direttore della pubblicità del Gruppo Benetton (1999).

“Carmelita è morta l’8 marzo 1997, Giornata Internazionale della Donna, all’Andres Bonifacio Memorial Hospital di Cavite, nelle Filippine, dopo 11 giorni di agonia. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalle sue compagne di lavoro della V.T. Fashion, “Carmelita è stata uccisa dalle 14 ore di lavoro che doveva svolgere ogni giorno e dalle 8 ore di straordinario che le venivano imposte ogni domenica.” (“Philippine News Features”, March 19, 1997).   Continua a leggere UNITED BUSINESS OF BENETTON

I VESTITI ROSSO SANGUE

Rana_PlazaIl Bangladesh offre agli operai molteplici opportunità di morire: nell’incendio di una fabbrica  o sotto le sue macerie, negli scontri di piazza o sotto tortura.

Il crollo del Rana Plaza è solo l’ultima strage di una lunga serie. Secondo i dati ufficiali del  governo bengalese sono 454 i lavoratori e le lavoratrici del settore abbigliamento morti negli incendi dal 2006 al 2010, a cui si aggiungono i 112 della Tazreen Fashions nel 2012. Quanto ai crolli, nel 2005 era già collassato l’edificio della Spectrum, causando 64 morti e 74 invalidi. Continua a leggere I VESTITI ROSSO SANGUE

CORRISPONDENZA DA BHOPAL

di Tommaso Sbriccoli  (una prima versione di questa corrispondenza è apparsa su Giap nel corso del dibattito sul libro di Alberto Prunetti “Amianto. Una storia operaia“)

Foto di Daniela Neri - Lo scheletro della Union Carbide nel punto in cui c'era la cisterna dell'isocianato di metile.
Foto di Daniela Neri – Lo scheletro della Union Carbide nel punto in cui c’era la cisterna dell’isocianato di metile.

Scrivo queste pagine dopo aver passato una giornata a Bhopal a parlare con le “vittime” (parola che non mi piace, sinceramente, ma che uso per ora in mancanza di altre più precise) della Union Carbide. Sono antropologo, vivo in India da quasi un anno, in un piccolo villaggio del Madhya Pradesh. Ho preso qualche giorno di “ferie” con la mia compagna, fotografa, per venire a Bhopal a cercare, credo, parole, più di ogni altra cosa, e la loro matericità, la necessità di vederle incarnate nei corpi di chi racconta, per “dar corpo” a una narrazione, per intravedere qualcosa oltre il velo di ciò che già si sa. Continua a leggere CORRISPONDENZA DA BHOPAL