Archivi categoria: Europa

MONSANTO: L’INCHIESTA DI LE MONDE/2

Stéphane Foucart, Stéphane Horel (*)

È difficile far passare la Iarc (International Agency for Research on Cancer) per un’istituzione discutibile, caratterizzata da un atteggiamento “contrario all’industria” e contestata all’interno della stessa comunità scientifica.
Per la grande maggioranza degli scienziati, l’agenzia legata all’Oms è un baluardo d’indipendenza e integrità.
Sinceramente faccio fatica a immaginare un modo più rigoroso e obiettivo di realizzare esperimenti scientifici collettivi”, dice l’epidemiologo Marcel Goldberg, ricercatore dell’Istituto nazionale francese per la salute e la ricerca medica (Inserm), che ha partecipato a diverse monografie della Iarc. Continua a leggere MONSANTO: L’INCHIESTA DI LE MONDE/2

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CHERNOBYL: 30 ANNI DOPO

Greenpeace (*)

ChernobylTrenta anni dopo l’inizio del disastro di Chernobyl, più di 10.000 km2 di terra sono ancora inutilizzabili per le attività economiche, e circa 5 milioni di persone vivono in zone ufficialmente contaminate (1,1 milioni in Bielorussia; 1,6 milioni in Russia e 2.3 milioni in Ucraina). Continua a leggere CHERNOBYL: 30 ANNI DOPO

IL FILO ROSSO DELL’AMIANTO E DI STEPHEN SCHMIDHEINY TRA ITALIA E AMERICA LATINA

Fabrizio Lorusso (*)

Amianto dangerLo portavano sempre con sé i pompieri, dentro le loro uniformi. Isola tetti, pareti e tubature. E’ fibroso, incombustibile, mortale. Non è un indovinello, ma la descrizione dell’amianto o di una sua varietà, l’asbesto, un minerale di fibre bianche, flessibili e assassine. Continua a leggere IL FILO ROSSO DELL’AMIANTO E DI STEPHEN SCHMIDHEINY TRA ITALIA E AMERICA LATINA

MEMORIE: A 50 ANNI DA MATTMARK

Maurizio di Fazio (*)

MattmarkIl 30 agosto del 1965, cinquant’anni fa esatti, si consumò l’ultima tragedia dell’emigrazione italiana: a Mattmark, in Svizzera, dove si stava edificando la diga in terra più grande d’Europa, una valanga di oltre due milioni di metri cubi di ghiaccio travolse e seppellì le baracche, la mensa e le officine sottostanti. Morirono, sul colpo, 88 lavoratori; e di questi 56 erano italiani. Continua a leggere MEMORIE: A 50 ANNI DA MATTMARK

MAL DI MARE

di M. Widmann,  da Internazionale n. 1078.

Portacontainer AmburgoUn tempo si pensava che la vita dei marinai fosse piena di avventure. In realtà è un lavoro duro che a volte si basa su gravi forme di sfruttamento. Ecco cosa succede nel porto di Amburgo

Chi ha viaggiato per mare qui si sente subito a casa, perché questo posto ricorda il ventre di una nave: dal soffitto arriva una debole luce al neon e nei corridoi ci sono corrimano di ferro fissati alle pareti. Il pavimento, però, non oscilla. Nel seminterrato dell’ospedale Groß-Sand di Wilhelmsburg, ad Amburgo, sono le vite umane che rischiano di andare a fondo. Continua a leggere MAL DI MARE

MEMORIE: MORIRE DI MINIERA

di  Sabatino Annecchiarico

marcinelle[Questo articolo, pubblicato anni fa dall’agenzia on line «Migra News», viene riproposto dal blog di Daniele Barbieri  & altr* per l’anniversario dell’eccidio di minatori a Marcinelle.]

Anna Maria Pelone è figlia di un minatore italiano in Belgio, nata a Jumet, nell’autunno del ’54. Anni duri, quelli alla fine della seconda guerra mondiale, per i migranti e per gli altri italiani. Continua a leggere MEMORIE: MORIRE DI MINIERA

GOOD MORNING PANČEVO

Continuano ancor oggi gli “effetti collaterali”  dell’aggressione alla ex Jugoslavia, quella che D’Alema definisce “la guerra che rifarei“. Non so se la rifarebbe davvero se dovesse pagare lui, sul suo corpo, il prezzo della catastrofe ambientale che fece seguito ai bombardamenti del petrolchimico, della raffineria e della fabbrica di fertilizzanti di Pančevo: 2100 tonnellate di dicloro etilene rilasciate nell’ambiente, oltre a 250 tonnellate di ammoniaca, 460 tonnellate di cloruro di vinile monomero, e poi cloro, ossidi di zolfo e di azoto, e 8 tonnellate di mercurio confluite nel Tamiš, affluente del Danubio. Ma D’Alema se ne frega. Il prezzo lo pagano nella carne gli abitanti di quella martoriata città, i suoi operai, i loro figli piccoli. A 14 anni di distanza l’Osservatorio Balcani e Caucaso ci aggiorna sulla situazione con un video/inchiesta.

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