Archivi categoria: Lotte

MANFREDONIA. LA CATASTROFE CONTINUATA/2

Giulia Malavasi (*)

L’obiettivo della presente ricerca è ricostruire la storia di Manfredonia dagli anni Sessanta agli anni Novanta del Novecento, periodo nel quale la città venne profondamente segnata dalla presenza del petrolchimico dell’Anic-Scd (Azienda nazionale idrogenazione combustibili – Società chimica dauna, la cui denominazione divenne dal 1983 Enichem e dal 1986 Enichem Agricoltura). Continua a leggere MANFREDONIA. LA CATASTROFE CONTINUATA/2

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GUERRA AGLI ULIVI/4

I governi passano ma il decreto Martina (almeno per ora) resta, con il suo carico di veleni con cui irrorare il Salento intero.
Non si tratta in realtà di una misura inedita: già nel 2014, con un altro decreto a firma dello stesso identico ministro, si imponevano “trattamenti insetticidi per il controllo delle popolazioni di insetti vettori“, portatori potenziali del  batterio Xylella Fastidiosa. Continua a leggere GUERRA AGLI ULIVI/4

RESPIRARE PIOMBO A PORTOSCUSO

Marina Forti (*)

Il gruppo Sider Alloys di Lugano ha acquisito lo stabilimento ex Alcoa di Portovesme, in Sardegna, il più importante impianto italiano per la produzione di alluminio primario. Continua a leggere RESPIRARE PIOMBO A PORTOSCUSO

MANFREDONIA: I TUMORI NON DIPESERO DAI GAMBERETTI

Maurizio Portaluri (*)

Il 30 gennaio scorso si è svolta una assemblea pubblica nella sala consiliare del Comune di Manfredonia durante la quale è stato presentato lo studio epidemiologico sui lavoratori dell’ANIC che furono coinvolti nell’incidente del 1976.
Il 26 settembre di quell’anno l’esplosione della colonna dell’impianto urea disperse nell’ambiente una quantità di anidride arseniosa, noto cancerogeno, stimata in oltre 10 tonnellate. Continua a leggere MANFREDONIA: I TUMORI NON DIPESERO DAI GAMBERETTI

CRONACA DI UNA MONTATURA

Alexik

aldo-libero28 gennaio 2016. h. 10.00.  È freddo davanti ai cancelli del carcere di Modena, quel freddo umido che ti entra nelle ossa.
È la prima volta che ci vengo, ma non è stato difficile trovarlo, seguendo i gruppetti dei lavoratori che gli si avvicinano alla spicciolata.
Dietro quelle sbarre e quei muri c’è Aldo Milani, coordinatore nazionale del Si Cobas.
Non lo conosco personalmente. Sono qui per capire, anche se in realtà alcune risposte me le sono già date, da quando i TG hanno cominciato ad infangarlo a reti unificate. Continua a leggere CRONACA DI UNA MONTATURA

DAVANTI AI CANCELLI DELLA INDESIT

Giuseppe D’Onofrio (*)

Tempi moderni 3[Questo articolo è la terza parte di un reportage sulla lotta in corso dei lavoratori Indesit di Carinaro (CE) contro i licenziamenti e la chiusura dello stabilimento. L’abbiamo scelta perché rende bene le condizioni di lavoro bestiali nella fabbrica, ma consigliamo anche la lettura della prima e della seconda puntata sulla cronaca della mobilitazione.] Continua a leggere DAVANTI AI CANCELLI DELLA INDESIT

PRIMA DELL’ART.18 (parte quarta)

Alexik

I licenziamenti barbieri_casa del popolo3collettivi alla Doppieri rivelano la dimensione femminile dell’espulsione dalle fabbriche bolognesi negli anni ’50. È questo un aspetto poco noto, nascosto fra le righe del linguaggio asessuato che caratterizza anche la stampa operaia e comunista di quel periodo, segno della scarsa considerazione attribuita alla contraddizione di genere che si voleva del tutto riassunta nella contraddizione di classe. Continua a leggere PRIMA DELL’ART.18 (parte quarta)

PRIMA DELL’ART. 18 (parte seconda)

[Questo articolo è stato pubblicato anche su Carmilla On Line.]

barbieri_lotte_tenuta patrignani1La guerra scatenata da Scelba contro il movimento bracciantile fu particolarmente sanguinaria.

Nel solo 1949 vanno addebitati sul conto del ministro degli interni i braccianti morti a Mazara del Vallo, Molinella, Forlì, Gambara, Minervino Murge, Melissa, Isola di Caporizzuto, Bondeno, Crotone, Torremaggiore, Bagheria, Montescaglioso. Le esecuzioni di lavoratori in sciopero e degli occupanti di terre avvenivano in un contesto di occupazione militare, che comprendeva il tiro a segno sulla folla, migliaia di arresti e fermi, i pestaggi generalizzati, la distruzione dei beni. Un contesto dove veniva del tutto legittimata anche la violenza privata degli agrari affiancati da bande di squadristi, come negli anni ’20. Continua a leggere PRIMA DELL’ART. 18 (parte seconda)