Filippo Cufari

In azienda lo stress “non si critica”: la vulnerabilità di un RLS

Intervento del RLS Filippo Cufari, macchinista di Trenitalia – al convegno  sul “Ruolo dei lavoratori nella valutazione del rischio” organizzato da “Ancora in marcia”.

“….mi sono studiato un Documento di Valutazione dei Rischi preconfezionato e mai visto prima; ho buttato giù la mia brava relazione con la quale ho tentato di suggerire un approccio diverso alla problematica, ritenendo quello seguito un mero e mal riuscito esercizio di stile che nemmeno la Scuola Siciliana..; insomma, ho formulato le mie oneste controdeduzioni …e sono stato censurato e diffidato! In verità, il primo approccio è stato un tantinello conviviale poiché tutto è iniziato con una corposa contestazione disciplinare (del tipo di quelle fatte recapitare a Dante De Angelis, noto plurilicenziato…) alla quale m’è toccato replicare, tenendo all’oscuro mia moglie e nella speranza di non dover andare in ferie a tempo indeterminato…

A tutto questo non è seguito alcun provvedimento disciplinare. Mentre mi pregustavo la mia grande vittoria – con la benedizione di von Clausewitz – mi arriva una convocazione presso la responsabile del personale di allora (oggi nemmeno il datore di lavoro è più lo stesso) la quale, dopo salamelecchi vari, mi consegna la lettera di censura e di diffida (la seconda della mia carriera di RLS) che dovreste aver trovato fra le cose che vi sono state donate oggi.

In verità all’inizio non avevo intenzione di rendere pubblica la cosa: in fondo l’avevo scampata bella e l’azienda avrebbe dovuto ancora sopportarmi.

Tuttavia, dopo qualche settimana ne ho parlato ad alcuni miei compagni di lavoro fra Firenze e Livorno, ed anche ad alcuni membri della RSU i quali hanno sottoscritto poi un documento di sdegno che hanno indirizzato alle organizzazioni sindacali toscane affinché prendessero a cuore la cosa e farne motivo di battaglia…per la dignità dei lavoratori…per i diritti…bla bla bla…

Purtroppo nessun sindacato ha steso una riga di protesta, non un tazebao è stato stampato per informare i lavoratori di quanto m’era capitato (salvo un anonimo trafiletto in fondo ad un volantino che inneggiava ad un futuro sciopero regionale)”.

1 commento su “Filippo Cufari”

  1. Caro Filippo dopo circa 4 anni dopo la data in cui potevo andare in pensione, ci sono andato per evitare di combattere contro l’elefante ferroviario che aveva deciso di schiacciarmi attraverso il provvedimento disciplinare del licenziamento in tronco.
    La storiella che per avere sotto controllo lo stress lavorativo, facendo una indagine sul personale sulla soddisfazione lavorativa, portò nel 2025, l’allora capo di tutto il personale delle ferrovie, a fare per via telematica, l’indagine, la raccolta dei risultati e la comunicazione a tutti i ferrovieri, me compreso, che tutto andava bene e che anzi noi volevamo lavorare un poco di più.
    Allo stress del personale mobile delle ferrovie, quella estate del 2015, si aggiungevano atti di violenza fisica contro gli stessi nelle stazioni ed a bordo treno.
    Scrissi via email al “caro collega”, così esso si era rivolto a me comunicandomi della bontà degli esiti dell’indagine sullo stress lavorativo, facendogli capire che si era completamente sbagliato e ponendogli una domanda presa a pretesto per il mio immediato licenziamento: “caro collega ma a te, mentre stai lavorando, ti hanno mai mandato a fare in culo con gesti o parole?”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...