SILVIO LORENZONI

Il ferroviere Silvio Lorenzoni non voleva guidare senza il secondo macchinista.
Come migliaia di colleghi temeva che, in caso di emergenza o se si fosse sentito male trovandosi in un tunnel o su un viadotto, un’ambulanza non lo avrebbe mai raggiunto: ci sarebbe stato bisogno di un collega che portasse il treno incontro ai soccorsi. Per questo Trenitalia lo ha sospeso e licenziato.
Trenitalia, come altre aziende del trasporto ferroviario, dal 2009 ha introdotto l’agente solo per il trasporto viaggiatori e dal 2010 ha progressivamente tagliato i doppi macchinisti a bordo dei treni merci, affiancando a un unico conducente il cosiddetto tecnico polivalente.
Questo, in caso di malore del macchinista, ferma il treno e chiama i soccorsi, ma non è in grado di guidare. Una misura presa per ‘snellire’  il lavoro, dopo la liberalizzazione del trasporto ferroviario. “Allora furono 7mila, sui 10mila macchinisti italiani, a firmare contro questa misura.
Ma in un clima segnato da sospensioni e licenziamenti, in pochi sono stati coerenti e hanno continuato a rifiutarsi di guidare. Uno di questi è Lorenzoni”.
Addetto alla Divisione Cargo dell’Area Nord Ovest, Lorenzoni era abituato a guidare su tratte piene di tunnel, come quelle liguri.
Da solo non voleva lavorare: sarebbe stato troppo pericoloso in caso di malore. Lo aveva messo anche nero su bianco, con una lettera indirizzata alla direzione di Trenitalia il 22 febbraio 2011. Avvertiva che avrebbe potuto “astenersi dal compiere l’attività di condotta richiesta in tali condizioni di degrado, a tutela della propria incolumità”. E ha mantenuto la promessa.
Nel 2012 Trenitalia lo aveva sospeso per due volte, adducendo che il macchinista aveva causato ritardi e quindi danni patrimoniali all’azienda. Nel 2014 lo aveva fatto di nuovo, quattro volte. Dopo le sanzioni disciplinari (oltre 30 giorni senza lavoro e senza paga), Trenitalia è passata al licenziamento, il 5 settembre 2014.
A distanza di sei mesi, il tribunale di Genova ha annullato il licenziamento con un’ordinanza immediatamente esecutiva, entrando anche nel merito della questione. Secondo il giudice Marcello Basilico, l’azienda non può aumentare i rischi per i lavoratori per motivi di “economicità” ed “efficienza”. Se lo fa, è da considerarsi responsabile.

Tratto da: Il Fatto Quotidiano, 29 marzo 2015.

Nonostante Trenitalia avesse disatteso (come sembra essere ormai una prassi…) la sentenza – corrispondendo al ferroviere quanto dovuto economicamente ma mantenendolo fuori dalla produzione – in seguito al ricorso in appello la riassunzione è stata finalmente perfezionata, e nel settembre 2016 Silvio Lorenzoni è ritornato a guidare i treni presso la divisione Cargo di La Spezia.