FIAT SATA di Melfi

I “comandamenti Sata”:
– vietato ribellarsi alle postazioni massacranti
– vietato fare malattia
– vietato infortunarsi

La “spalmatura”
“Quando partono le spalmature nelle postazioni più sature o più difficili ergonomicamente, vengono posizionati i lavoratori “molto consenzienti”. Questi devono poter permettere ai loro capi di dire “che il lavoro in quelle postazioni si può svolgere”. Subito dopo questi lavoratori consenzienti vengono opportunamente spostati. Chi è chiamato a sostituirli e non riesce a svolgere il lavoro diventa subito un lavativo”

La salute
“Se proprio subisci infortunio e, peggio, questo è di grave entità, allora devi metterti in malattia. Ovviamente devi stare in malattia per lo stretto tempo necessario. Ho visto lavoratori rientrare al lavoro con vistose fasciature o con ancora i punti di sutura. La paura faceva anche questo”.

“Durante la doppia battuta notturna (dodici notti di lavoro consecutive) mangiavo a malapena una volta al giorno. Avevo sonno quando dovevo lavorare e facevo il sonnambulo quando dovevo dormire. Mal di testa e dolori dappertutto”.

“Con questo sistema di carichi di lavoro, nello stabilimento, a distanza di vent’anni, i cosiddetti limitati sono tantissimi e purtroppo la situazione peggiora giorno per giorno. .
Nel momento in cui scrivo il numero di “limitati” in fabbrica è pari alla metà dei dipendenti. La limitazione viene riconosciuta da un medico fiduciario dell’azienda … per alcune visite ci sono lavoratori che hanno atteso anche cinque anni, e a volte passa più di un anno per poter effettuare una visita medica urgente che il lavoratore richiede. E’ chiaro con quali conseguenze sulla salute delle persone. Quando arriva la visita sapete cosa fa il medico competente ? Rilascia delle limitazioni provvisorie con validità di sei mesi, anche quando i lavoratori hanno consegnato documentazione sanitaria che comprova patologie gravi e permanenti”.

Tratto da:  Giovanni Barozzino, Ci volevano con la terza media. La storia dell’operaio che ha sconfitto Marchionne, Editori Riuniti, 2011, 267 p

Per un’idea più precisa sul clima che si respira alla Fiat di Melfi consiglio l’articolo de “Il fatto Quotidiano” e la visione del video allegato: Minacce allo stabilimento Fiat di Melfi: “Ti taglio la testa e la metto in piazza” . Servizio Pubblico manda in onda un filmato in cui un operaio dello stabilimento registra il proprio responsabile (tal Francesco Tartaglia) mentre dice: “Ti ho messo in un posto da mongoloide e ti sei infortunato, sei un uomo di merda” . Colpevole di essersi infortunato, l’operaio è stato vittima di un mobbing pesante: al ritorno al lavoro è stato chiuso in un box per 8 ore al giorno.

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