Vigili del fuoco

INFO TRATTE DA MEDLINE (database sulle pubblicazioni scientifiche in materia di medicina, biologia, epidemiologia)

Decoufle P, Lloyd JW, Salvin LG. Mortality by cause among stationary engineers and stationary firemen, in “Journal of occupational Medicine”, 1977 Oct, 19(10):679-82

Sono state analizzate 1.113 cause di morte fra i vigili del fuoco per determinare se poteva ipotizzarsi una correlazione con l’esposizione a rischi in ambiente di lavoro. La frequenza relativa delle patologie specifiche del gruppo considerato è stata confrontata con quella della popolazione in generale con il metodo della mortalità proporzionale. I decessi per cancro alla cavità orale e faringe e per tumore del retto sono risultati il doppio rispetto ai casi attesi. I decessi per cancro ai polmoni sono stati il 20% in più rispetto ai casi attesi,  con un eccesso consistente in ognuna delle quattro suddivisioni geografiche degli Stati Uniti. La mortalità per malattie cardiache è risultata elevata in tutte le regioni, in particolare per i soggetti con meno di 55 anni. Non è si è registrato un eccesso di mortalità per patologie respiratorie non tumorali, né le morti per incidenti sono risultate superiori al dato atteso. Alcuni risultati assumono importanza considerando l’esposizione potenziale di questo gruppo occupazionale a monossido di carbonio e svariati agenti cancerogeni.

PMID: 903842 [PubMed – indexed for MEDLINE]

Serra A, Mocci F, Randaccio FS, Pulmonary function in Sardinian fire fighters, in “American journal of industrial medicine”, 1996 Jul;30(1):78-82.

Dipartimento di Medicina del Lavoro, Università di Sassari.

Lo studio esamina la funzione respiratoria di 92 vigili del fuoco la cui principale attività è quella dell’estinzione di incendi boschivi o rurali. Queste attività sono considerate a rischio per il tratto respiratorio. Come gruppo di controllo sono stati scelti 51 carabinieri a cui è stato chiesto di riempire un questionario sulle loro mansioni. Si è provveduto a misurare volume e il flusso dell’espirazione forzata, il volume respiratorio, la capacità polmonare totale e la permeabilità della barriera alveolare/capillare.

I Vigili del fuoco hanno mostrato una significativa riduzione nel volume dell’espirazione forzata in un secondo (FEV1) [3.90 (0.50) vs. 4.04 (0.44); p < 0.05] e del flusso espiratorio forzato al 75% del forced vital capacity (FVC) (FEF75) [8.37 (4.11) vs. 8.38 (1.67) p < 0.05] e più marcatamente nella relazione FEV 1/FVC [80.07 (5.89) vs. 83.89 (1.67) p < 0.001], nel  FEF50 [4.73 (1.34) vs. 5.54 (1.44) p < 0.01] e FEF25[1.58 (.47) vs. 1.99 (.69) p < 0.001]. Non sono emerse correlazioni fra i dati sulle funzioni respiratorie e gli anni di servizio o il numero di incendi estinti.

PMID: 8837687 [PubMed]

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