Vigili urbani

Scheda: nocività da inquinamento urbanoScarica qui .

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Piombo e carbossiemoglobina nel sangue dei vigili urbani di Milano

Indagine su 292 vigili urbani di Milano da parte dell’ Unita Operativa Ospedaliera di Medicina del Lavoro, U.S.S.L. 65, Sesto S. Giovanni. Confronto degli esami del sangue con quelli di un gruppo di impiegati (gruppo di controllo).

Esami del sangue

Vigili urbani Gruppo di controllo
Livello medio del piombo 15.2 microgrammi/dl 11.7 microgrammi/dl
Concentrazione di carbossiemoglobina all’inizio del turno di lavoro 2.8% fumatori1.2% non fumatori 3.0%  fumatori0.9% non fumatori
Concentrazione di carbossiemoglobina alla fine del turno 4.3% fumatori2.5% non fumatori  

Fonte: Biava PM, Audisio R, Centonze A, Barbieri A, Bisanti L, Duca G., An epidemiological study of the health conditions of Milan traffic police with respect to pollution from vehicular traffic, La Medicina del Lavoro 1992 Maggio-Giugno Vol. 83, n. 3, pp. 249-58.

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Cause di mortalità fra i vigili urbani di Roma

Regione Lazio – Assessorato alla Sanità, Unità di epidemiologia. Studio storico sulle cause di morte di  3.868 vigili urbani di Roma. Si è riscontrato un eccesso di mortalità per ischemia cardiaca in soggetti deceduti prima dei 50 anni. Sono stati riscontrati eccessi di mortalità per tumori al colon, vescica, reni, melanomi e linfomi non-Hodgkin’s, ma in maniera non statisticamente significativa per l’insieme. Considerando invece le mansioni specifiche svolte, gli addetti ai reparti motorizzati mostrano rischi maggiori riguardo ai tumore alla vescica, ai reni e al linfoma non-Hodgkin’s. Riscontrati anche 2 casi di morte per tumore al seno maschile, una patologia molto rara.

Fonte: Forastiere F, Perucci CA, Di Pietro A, Miceli M, Rapiti E, Bargagli A, Borgia P., Mortality among urban policemen in Rome, in American  Journal of Industrial Medicine, Dicembre 1994, Vol. 26 n. 6, pp. 785-98

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Esposizione al benzo(a)pirene e effetti sul DNA : una ricerca sui vigili di Genova

L’indagine del Servizio di Oncologia Sperimentale dell’Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro, è stata condotta su un gruppo di 34 vigili urbani e su un gruppo di 36 impiegati, entrambi formati da non fumatori. Si è effettuato un monitoraggio dell’esposizione al Benzo(a)pirene (un IPA prodotto dall’inquinamento urbano), tramite campionatori personali, e i relativi effetti sul DNA dei globuli bianchi. Ovviamente i risultati hanno mostrato un’esposizione al Benzo(a)pirene notevolmente più alta nel gruppo dei vigili durante tutto il corso dell’anno. Si è riscontrata nei vigili una maggior quantità di linfociti il cui DNA  si è legato a tale sostanza, ma con grosse differenze stagionali: infatti mentre i valori del sangue in entrambi i gruppi  sono praticamente identici in inverno, quelli dei vigili aumentano moltissimo in estate. Tale differenza dovrebbe essere dovuta all’ azione dell’AHH (aryl hydrocarbon hydroxylase), un enzima che rende il Benzo(a)pirene capace di legarsi con il DNA, la cui attività ha grosse variazioni stagionali e raggiunge il suo picco in estate.

Fonte: Peluso M, Merlo F, Munnia A, Valerio F, Perrotta A, Puntoni R, Parodi S., 32P-postlabeling detection of aromatic adducts in the white blood cell DNA of nonsmoking police officers; Cancer Epidemiology Biomarkers & Prevention 1998 Jan, Vol. 7, n. 1, pp. 3-11.
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Studio sull’esposizione dei vigili urbani di Genova al benzo(a)pirene.

Studio,condotto dal Dipartimento di Epidemiologia Ambientale e Biostatistica Applicata – Istituto Nazionale per la Ricerca sul Cancro e Universita di Genova. Sono stati analizzati e confrontati i valori  di esposizione al benzo(a)pirene di due gruppi, uno formato da 94 vigili urbani e l’altro da 52 persone esposte a “inquinamento da luogo chiuso”. Il livello medio dell’esposizione al benzo(a)pirene è risultato 70 volte superiore per i vigili che per il gruppo di controllo (3.67 ng/m3 contro 0.05 ng/m3).

Fonte: Merlo F, Andreassen A, Weston A, Pan CF, Haugen A, Valerio F, Reggiardo G, Fontana V, Garte S, Puntoni R, Abbondandolo A., Urinary excretion of 1-hydroxypyrene as a marker for exposure to urban air levels of polycyclic aromatic hydrocarbons, Cancer Epidemiology Biomarkers & Prevention 1998 Feb. Vol 7, n. 2 pp. 147-55.
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Analisi dell’escreato dei vigili di un’area urbana

Studio svolto dal Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia – Università di Roma “La Sapienza”. Si è esaminato l’escreato di 164 vigili di un’area urbana, confrontandolo con quello di 119 persone non esposte all’inquinamento (residenti della campagna perugina). Mentre nello sputo dei vigili erano presenti in media 103.8 “dust cells” (cellule contenenti detriti di derivazione ambientale), in quello dei componenti del gruppo di popolazione rurale la media era 12, 48.

Giovagnoli MR, Alderisio M, Cenci M, Nofroni I, Vecchione A., Carbon and hemosiderin-laden macrophages in sputum of traffic policeman exposed to air pollution,  Archive of Environmental Health 1999 Jul-Aug, Vol 54 n. 4, pp. 284-90. _____________________________________________________________________________

Risultati del programma di monitoraggio avviato dal Comune di Roma nel 1999.

Nel 1999 il Comune di Roma ha avviato un programma di monitoraggio sulla salute dei vigili urbani della capitale. Il programma si è svolto combinando indagini a campione con l’elaborazione statistica dei dati raccolti durante le visite mediche gratuite offerte a tutti i dipendenti della P.M. I controlli sanitari hanno coinvolto 3661 vigili urbani (sui 5.800 del totale del 1999): esami del sangue, prove audiometriche e spirometriche (capacità polmonare), elettrocardiogramma, controllo della pressione arteriosa. 1938 vigili hanno anche compilato un questionario per la valutazione dello stress.    RISULTATI:

Stress: La percezione di stress è ovviamente più alta nei vigili che svolgono attività esterna rispetto a chi svolge servizi interni. La differenza appare più marcata per quanto riguarda il sintomo ‘depressione’. Gli addetti al controllo della viabilità hanno mostrato livelli di stress più alti rispetto agli autisti e ai motociclisti.
Pressione arteriosa: La percentuale di casi di ipertensione riscontrati tra i vigili risulta più alta che tra la popolazione generale. Per approfondire la valutazione è stato eseguito un holter pressorio durante la giornata lavorativa su un campione di 30 vigili, viabilisti e non. I dati della pressione diastolica (la ‘minima’) registrati durante l’attività lavorativa tra i viabilisti sono risultati superiori a quelli degli addetti agli uffici. Si suppone che il fattore di rischio più evidente possa essere il rumore da traffico veicolare.
Prove audiometriche: I risultati dell’esame audiometrico dei viabilisti sono stati confrontati con quelli rilevati in un gruppo di riferimento (soggetti non esposti a rumore professionale). I valori medi registrati tra i vigili differiscono in particolare per le frequenze da 250 a 3000 Hz, sia nell’orecchio destro che sinistro per le classi di età più giovani (25-44 anni). Si ipotizza che il gruppo di viabilisti esposto al rumore e all’inquinamento possa presentare un innalzamento del TTS ( tempo necessario all’orecchio per recuperare la funzionalità dopo una stimolazione acustica).
Esami del sangue: Sono state riscontrate differenze con i valori misurati in un gruppo di riferimento esterno, composto da impiegati in ufficio .  Sono risultati più alterati, tra i vigili, i valori di azotemia, VES, colesterolo HDL, bilirubina totale e diretta, transaminasi ALT-GPT e AST-GOT, fosfatasi alcalina, eosinofili.

Fonte: Comune di Roma

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 Indagine sui vigili urbani: respirare a Milano è come fumare 15 sigarette al giorno

Indagine epidemiologica condotta dall’Unitaàoperativa ospedaliera di medicina del lavoro di Sesto S. Giovanni, diretta dal prof. Piermario Biava. I vigili presentano una quantità maggiore di benzene nelle urine rispetto al gruppo di controllo. È emerso anche come i vigili fumatori avessero una quantità di benzene nell’urina doppia rispetto ai vigili non fumatori. L’ assorbimento di benzene rilevato è pari a quello che si avrebbe fumando 15 sigarette al giorno.

Fonte: ANSA del 21/1/2002

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Milano. Dai dati dei rilievi dell’Arpa: i polmoni dei vigili sono più inquinati dell’aria

Ricerca dell’ Arpa Lombardia in collaborazione con la Polizia municipale. Gli agenti sono stati dotati di dosimetri, appositi rilevatori, che hanno portato al collo ventiquattro ore su ventiquattro (anche oltre l’orario di lavoro). Risultato: Le concentrazioni di benzene misurate dai dosimetri personali sono risultate sempre superiori a quelle dei rilevatori fissi dell’ARPA per la misurazione dell’inquinamento urbano. Il pneumologo Luigi Allegra commenta così i risultati: «I vigili stazionano spesso nei punti nevralgici del traffico, quali gli incroci o i semafori. Rispetto alle centraline che si trovano su un lato della strada, gli agenti respirano smog contemporaneamente dagli scarichi delle auto che arrivano da tutte le direzioni».

Fonte: Corriere della Sera 1/5/2002

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Indagine  sull’esposizione al benzene dei vigili urbani di Roma

Indagine condotta dall’ Istituto Superiore di Sanità su 200 vigili addetti al traffico nella capitale tra il 1998 e il 1999. L’indagine ha mostrato per gli addetti al controllo della viabilità livelli di esposizione personale di 2-3 volte più elevati rispetto a quelli dei soggetti con mansioni amministrative.

Fonte: Notiziario dell’I.S.S. – Volume 16  n. 1 2003.

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Indagine sulla sensibilizzazione allergica dei vigili urbani di Roma

Ricerca condotta dall’ Istituto Superiore di Sanità su una popolazione di 194 vigili urbani di Roma, addetti al controllo del traffico in zone ad alto o medio traffico veicolare o a mansioni amministrative. Su tutti i soggetti sono state effettuate visite specialistiche e prove allergiche.

L’esito dei test ha rivelato un’elevata prevalenza di sensibilizzazione allergica nei soggetti in studio (in media 67%), senza significative differenze tra i tre gruppi: esposti ad alto traffico, a medio traffico, amministrativi . L’esame della storia professionale dei vigili ha tuttavia messo in evidenza che la quasi totalità dei soggetti, a prescindere dalla mansione attuale, aveva precedentemente svolto periodi più o meno lunghi di attività lavorativa nel traffico. A ciò potrebbe imputarsi l’inattesa alta prevalenza di sensibilizzazione allergica osservata negli amministrativi.

In conclusione, l’alta incidenza di sensibilizzazione allergica osservata nei vigili urbani, superiore a quanto riportato in letteratura per la popolazione generale, sembra indicare che l’esposizione recente o passata agli inquinanti prodotti dal traffico veicolare possa favorire lo sviluppo delle patologie allergiche, contribuendo alla multifattorialità della malattia.

Risultati dei test di sensibilizzazione cutanea (SPT) nei vigili urbani di Roma

Vigili n. soggetti SPT positivi (%) SPT positivi sintomatici (%)
Viabilisti (I Circoscrizione, centro storico) 69 47 (68,1) 41 (59,4)
Viabilisti (VIII e XX Circoscrizione) 67 44 (65,7) 37 (55,2)
Amministrativi 58 43 (74,1) 39 (67,2)
Totale 194 134 (69,1) 117 (60,3)

Fonte: Notiziario dell’I.S.S. – Volume 16  n. 1 2003.

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Bronchiti, enfisemi, allergie

Studio compiuto da Aldo Ferrara, Docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio – Policlinico Le Scotte – Università di Siena. Indagine su un campione di più 200 vigili su 6000 unità, età media 36 anni: denunciano una marcata ostruzione bronchiale a carico delle vie respiratorie. Numerosi vigili tra i 28 e 36 anni, mostrano alterazioni polmonari pari a  quelle riscontrate in soggetti sani, di circa 60-65 anni. “Io ho fatto emergere il problema che un Vigile di 30 anni in attività di mobilità ha il polmone di un sessantenne non fumatore, che il rischio bronchite-enfisema è pari a 3 volte quello di una persona normale e la percentuale di allergie sale al 33%” (lettera di Aldo Ferrara a Lucia Annunziata, Roma 27.10.03)

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Nikel nel sangue dei vigili urbani a Roma

Studio del Dipartimento di Medicina del Lavoro – Università di Roma “la Sapienza”. Sono stati confrontati i livelli di nikel nel siero ( liquido che si separa dalla parte solida del sangue dopo la coagulazione) di 80 vigili urbani di Roma e di 80 impiegati amministrativi. I risultati dimostrano come i livelli di Nikel presenti siano più alti nel siero dei vigili urbani.

Fonte: Tomei F, Rosati MV, Ciarrocca M, Marchetti MR, Baccolo TP, Anzelmo V, Tomao E., Urban pollution and nickel concentration in serum, Internation  Journal of  Environmental Health Research 2004 Feb, Vol. 14, n.1, pp. 65-74.

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Esame delle funzioni respiratoria e cardiovascolare dei vigili urbani di Roma.

Studio del Dipartimento di Chirurgia – Università di Roma “La Sapienza” su 68 vigili urbani. Obiettivo : valutare gli effetti degli inquinanti urbani su sulle funzioni respiratorie e cardiovascolari dei vigili urbani in confronto ad un gruppo di controllo. Metodologia:  osservazione di 130 persone di cui 68 vigili,  in fase di riposo e durante prove sforzo con ciclo ergometro. Risultati: A riposo non c’erano differenze significative fra i due gruppi in merito a capacità ventilatoria, test spirometrico, parametri ematici. Durante la prova sforzo il gruppo esposto al traffico ha dimostrato vari casi (26)  di anomalie nell’elettrocardiogramma, ipertensione o desaturazione dell’ossiemoglobina. Conclusioni: i risultati mostrano come  l’esposizione occupazionale cronica agli inquinanti urbani riduca la resistenza allo sforzo fisico e aumenti il rischio di problemi cardiovascolari e respiratori , compresa una leggera riduzione dell’ossigeno nel sangue.

Fonte: Volpino P, Tomei F, La Valle C, Tomao E, Rosati MV, Ciarrocca M, De Sio S, Cangemi B, Vigliarolo R, Fedele F.,Respiratory and cardiovascular function at rest and during exercise testing in a healthy working population: effects of outdoor traffic air pollution, Occupational  Medicine, Londra, Ottobre 2004, Vol . 54 n.7, pp. 475-82.

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