LA REPRESSIONE DEGLI RLS IN FERROVIA

Ferrovieri

A pochi giorni dal reintegro sul posto di lavoro di Dante De Angelis  ripercorriamo la storia di questo compagno, che è illuminante in merito alle politiche del Gruppo FS sulla sicurezza di chi viaggia e lavora, oltre che in merito ai rapporti con i  suoi dipendenti. Infatti, ancor prima che l’effetto Marchionne spargesse per il paese i suoi  influssi nefasti,  era già in pole position fra le aziende attive nella repressione dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e nelle rappresaglie contro chi osa aprire bocca.  Oltre a quella di Dante, sono emblematiche a riguardo la storia di Sandro Giuliani, di Riccardo Antonini, di Filippo Cufari dei 4 ferrovieri che parlarono con Report. Continua a leggere LA REPRESSIONE DEGLI RLS IN FERROVIA

THYSSENKRUPP: L’INFERNO DELLA CLASSE OPERAIA

Thyssenkrupp l'inferno della classe operaia

Un insieme di storie che si intrecciano: la storia industriale di Torino, la storia dell’acciaio, e le storie personali di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò, Giuseppe Demasi, oltre a quella di Antonio Boccuzzi (l’unico sopravvissuto alla strage del 6 dicembre 2007).  E’ una bella operazione questa, di ricordarli in vita, con le loro passioni, insieme alle persone che li amano. Ridargli identità.

Le loro vite si alternano con altre meno dignitose, come quella di Alfried Krupp von Bohlen, SS della prima ora, o di Margit Thyssen, che nel ’45, per divertire gli ospiti durante una “festa”,  fece fucilare 200 prigionieri ebrei.  Storie di fortune industriali costruite sul sangue: furono dei Krupp i supemortai e il cannoni  “Dicke Bertha” che terrorizzarono le città francesi durante la Grande Guerra. Furono dei Thyssen e dei Krupp le armi di Hitler. Continua a leggere THYSSENKRUPP: L’INFERNO DELLA CLASSE OPERAIA

ALCUNI FATTI SULL’INCENDIO THYSSEN KRUPP

FATELO DA VOI: LA STRAGE IN ACCIAIERIA

Nonostante le apparenze, la preparazione di una strage in acciaieria è un compito relativamente semplice, adatto anche a neofiti senza un particolare esperienza.

Occorre – ovvio – avere per le mani un’acciaieria, preferibilmente in dismissione, a cui applicare alcune modifiche  preliminari. Per cominciare, è necessario liberarsi di una buona metà delle maestranze, cominciando da quelle specializzate, che ricoprono ruoli di coordinamento e (importante) abbiano maggiore esperienza e formazione in materia  antincendio. Continua a leggere ALCUNI FATTI SULL’INCENDIO THYSSEN KRUPP

INVISIBILI: VIVERE E MORIRE ALL’ILVA DI TARANTO

Invisibili

Circa vent’anni fa Emilio Riva ebbe in regalo dallo Stato l’ILVA di Taranto, e vi impose il suo ordine.

Si liberò del vecchio blocco operaio – forte, cosciente, compatto –  sostituendolo con giovani desindacalizzati, e ci riuscì con una certa destrezza, barattando il prepensionamento dei vecchi con l’assunzione dei loro figli. Spezzò le ultime resistenze sindacali di quella che fu l’orgoglio della forza operaia del sud, rinchiudendo i riottosi nella palazzina LAF, in un casermone vuoto, a guardare i muri spogli. Continua a leggere INVISIBILI: VIVERE E MORIRE ALL’ILVA DI TARANTO

LICENZA D’UCCIDERE

Era l’agosto 2012, e mai si era vista in terra di Taranto una simile calata di ministri. Mai si era vista nella Storia della nazione tanta accorata apprensione per la sorte dei lavoratori.  Non certo per i cassaintegrati Alitalia prossimi alla mobilità, né per gli operai della Iribus o di Termini Imerese,  né per gli esodati della Fornero, ‘che se a buttare la gente sul lastrico è “il mercato”, o Marchionne, o una controriforma delle pensioni, questo è nell’ordine naturale delle cose.

Ma se l’ILVA deve fermare la produzione perché uccide ….  cazzo , questo no !!! E’ contro l’ordine padronale delle cose ! Continua a leggere LICENZA D’UCCIDERE