Archivi tag: Alberto Prunetti

VE L’AVEVO DETTO…

Alberto Prunetti (*)

Iplom - Polcevera[Questo articolo è stato scritto all’indomani dello sversamento di petrolio dall’oleodotto della Iplom presso Fegino, avvenuto il 17 aprile del 2016.]

Quando il mi babbo mi diceva “te l’avevo detto”, mi stava sulle scatole. Però a volte aveva ragione.

Sulla IPLOM di Busalla, sugli incidenti di quella raffineria che dalla costa attrae petrolio, lo raffina e lo spedisce alle industrie della Val Padana, sugli sversamenti di idrocarburi che lui conosceva bene… ce l’aveva detto. Continua a leggere VE L’AVEVO DETTO…

IN BOCCA AL LUPO

di Alberto Prunetti, tratto da Internazionale.

Giustizia“Siete quelli dell’amianto? Andate al Palazzaccio domattina? In bocca al lupo, allora”. Ci avevano avvertito, i romani.

“In bocca al lupo”. Da prendere come augurio di buona sorte ma forse anche alla lettera, come pericolo di fronte al potere intimidatorio della giustizia. Ci avevano avvertiti ma il lupo ci ha mostrato i denti mentre la giustizia, che abita un palazzo simile a un labirinto, si faceva vedere da lontano e poi scompariva subito. Continua a leggere IN BOCCA AL LUPO

PER I MORTI DELL’ETERNIT SOLO INGIUSTIZIA

di Leonardo Bianchi. Intervista ad Alberto Prunetti, tratta da Vice.

Eternit 5Negli ultimi mesi alcune sentenze hanno, per vari motivi, provocato un’ondata di indignazione nell’opinione pubblica: sto parlando delle assoluzioni nel ​caso Cucchi e nel processo contro la Commissione Grandi Rischi per il ​terremoto dell’Aquila, nonché della sentenza della Corte di Cassazione dell’altroieri sul caso Eternit. Continua a leggere PER I MORTI DELL’ETERNIT SOLO INGIUSTIZIA

IL CATENACCIO CONTRO L’AMIANTO

Niels_LiedholmIntervista a Paolo Liedholm di Alberto Prunetti da Carmillaonline.

[Nel nuovo numero del trimestrale “il Reportage” c’è un mio articolo che mette in relazione due famiglie: una è quella del grande giocatore (e allenatore)  del Milan, Nils Liedholm, l’altra è la mia. Le unisce il calcio, l’amianto e il Monferrato. L’articolo sta nella rivista, ma di seguito  pubblico una mia intervista a Paolo Liedholm, nipote del grande Nils. Colgo l’occasione per ringraziarlo per la foto con il nonno e la vecchia Lada che ci ha gentilmente concesso.] A.P.

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MONFALCONE IN ATTESA

amianto mai più[E’ attesa per oggi la decisione che segnerà il destino del processo per 87  morti di amianto nei cantieri navali di Monfalcone. Per l’occasione vi propongo questa corrispondenza di Alberto Prunetti, già pubblicata da Il Manifesto]

Negli stabilimenti il colore della pelle e la nazionalità assegnano il posto di lavoro In alto gli italiani, a seguire gli altri. Gli ultimi sono bengalesi. Tutti a rischio di tumore Continua a leggere MONFALCONE IN ATTESA

UN REPORTAGE TRA TORINO E CASALE MONFERRATO

di Alberto Prunetti

Eternit 1[Questa pubblicata su Carmilla è la versione originale di un articolo che è stato pubblicato su Il Manifesto in forma ridotta lo scorso sabato 8 giugno]

Martedì 4 giugno. Sono in un angolo di piazza Castello, davanti alla sede dell’Associazione dei familiari delle vittime dell’amianto, a Casale Monferrato. Cammino con Luca di Voci della memoria, attivista del movimento, nipote di un lavoratore Eternit morto per l’asbestosi: “Mio nonno era uno duro, non si fermava mai nonostante la tosse”, dice, “leggeva la Gazzetta dello Sport, che teneva nascosta dentro l’Unità, per non sembrare uno che sprecava il tempo”. Provo a immaginare un involto rosa dentro al giornale del Partito, ridiamo fino a quando ci taglia la strada un pensionato in bicicletta con un fascio di volantini che annunciano la convocazione di un’assemblea pubblica per fare il punto sulla vertenza nei locali dell’ex-Dopolavoro Eternit, perché loro lo chiamano ancora così, senza giri di parole, il “circolo ricreativo comunale”. Il vecchio operaio ha una vocina flebile, è minuto, pedala stando in piedi, senza sedersi sul seggiolino. “Come sto? Meglio, dicono che si è un po’ ridotto…” Il pronome indica quello a un tempo chiamavano “il mal di Casale” e che oggi è ormai conosciuto col termine più scientifico di “mesotelioma”. Continua su Carmilla.

MORIRE COME STEVE MCQUEEN

Di Alberto Prunetti

papillonA Steve McQueen è bastato qualche mese e non era un uomo normale. Era uno de I magnifici sette, era L’ultimo buscadero. Era bello come un dio. Eppure a metterlo ko sono bastati tre mesi accanto all’amianto, a contatto con le coibentazioni dei mercantili, quando era un giovane dannato e sbandato. Oppure sarà successo quando non aveva una lira in tasca. Forse quando stava pensando di scegliere se fare l’attore o il piastrellista. O forse è stato quando ha indossato quella tuta bianco sporco, per evitare ustioni in caso d’incendio, mentre sfrecciava su un bolide nel circuito delle 24 ore di Le Mans. Un sospiro, un respiro profondo e una microfibra sfonda la barriera di filtri che abbiamo nel naso, scivola nell’esofago e si apre la strada verso i polmoni. Continua a leggere MORIRE COME STEVE MCQUEEN

AMIANTO: UNA STORIA OPERAIA

Amianto una biografia operaia1

Con tenerezza e con rabbia. E’ così che si legge “Amianto. Una storia operaia” di Alberto Prunetti, con qualche sbuffo di risa (sufficiente per passarci da scema mentre lo leggi sul treno) e una gran voglia di spaccare tutto. A tratti con un leggero imbarazzo, per il fatto di sentirti un po’ un’intrusa in mezzo a tanti ricordi così intimi. Ti sembra di avercelo lì, Renato Prunetti, mentre si infervora prima di un calcio di rigore o bestemmia contro i preti in livornese.
Nei ricordi di suo figlio  scorrono le loro vite – una passata in fabbrica, l’altra nella precarietà del lavoro cognitivo – così diverse, così legate fra loro da una complicità maschile che ha la  concretezza delle cose costruite assieme. Scorrono i 31 anni che hanno condiviso negli intervalli fra una trasferta e l’altra, perché Renato è operaio trasfertista, esperto nell’installazione e manutenzione di grandi impianti, uno che “smonta le fabbriche e le rimonta in un giorno” agli occhi di suo figlio bambino. Continua a leggere AMIANTO: UNA STORIA OPERAIA