Archivi tag: Casale Monferrato

PER I MORTI DELL’ETERNIT SOLO INGIUSTIZIA

di Leonardo Bianchi. Intervista ad Alberto Prunetti, tratta da Vice.

Eternit 5Negli ultimi mesi alcune sentenze hanno, per vari motivi, provocato un’ondata di indignazione nell’opinione pubblica: sto parlando delle assoluzioni nel ​caso Cucchi e nel processo contro la Commissione Grandi Rischi per il ​terremoto dell’Aquila, nonché della sentenza della Corte di Cassazione dell’altroieri sul caso Eternit. Continua a leggere PER I MORTI DELL’ETERNIT SOLO INGIUSTIZIA

RESPIRO

di Luca Cavallero.  [Il racconto che segue è un’anticipazione del libro “Nessuno ci ridurrà al silenzio“, una antologia di scritti sul lavoro, fabbrica, vita operaia, in via di pubblicazione da parte del Centro di documentazione sull’amianto e sulle malattie amianto correlate “Marco Vettori”. Per altri “assaggi di autore” clikkare qui.]

Processo eternit“Lascia che sia respiro
finché tu ci sei
il mio saluto al giorno
per non lasciarsi andare mai.”
(F. Simone – Respiro)

Per la prima volta non mi sono preoccupato. Perché a Casale Monferrato, quando il tuo medico curante ti fa un’impegnativa per una RX torace urgente vista la maledetta tosse che t’accompagna da un mese e che manco gli antibiotici mandati giù per una settimana abbondante hanno attenuato, ti dovresti preoccupare.

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IL CATENACCIO CONTRO L’AMIANTO

Niels_LiedholmIntervista a Paolo Liedholm di Alberto Prunetti da Carmillaonline.

[Nel nuovo numero del trimestrale “il Reportage” c’è un mio articolo che mette in relazione due famiglie: una è quella del grande giocatore (e allenatore)  del Milan, Nils Liedholm, l’altra è la mia. Le unisce il calcio, l’amianto e il Monferrato. L’articolo sta nella rivista, ma di seguito  pubblico una mia intervista a Paolo Liedholm, nipote del grande Nils. Colgo l’occasione per ringraziarlo per la foto con il nonno e la vecchia Lada che ci ha gentilmente concesso.] A.P.

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UN REPORTAGE TRA TORINO E CASALE MONFERRATO

di Alberto Prunetti

Eternit 1[Questa pubblicata su Carmilla è la versione originale di un articolo che è stato pubblicato su Il Manifesto in forma ridotta lo scorso sabato 8 giugno]

Martedì 4 giugno. Sono in un angolo di piazza Castello, davanti alla sede dell’Associazione dei familiari delle vittime dell’amianto, a Casale Monferrato. Cammino con Luca di Voci della memoria, attivista del movimento, nipote di un lavoratore Eternit morto per l’asbestosi: “Mio nonno era uno duro, non si fermava mai nonostante la tosse”, dice, “leggeva la Gazzetta dello Sport, che teneva nascosta dentro l’Unità, per non sembrare uno che sprecava il tempo”. Provo a immaginare un involto rosa dentro al giornale del Partito, ridiamo fino a quando ci taglia la strada un pensionato in bicicletta con un fascio di volantini che annunciano la convocazione di un’assemblea pubblica per fare il punto sulla vertenza nei locali dell’ex-Dopolavoro Eternit, perché loro lo chiamano ancora così, senza giri di parole, il “circolo ricreativo comunale”. Il vecchio operaio ha una vocina flebile, è minuto, pedala stando in piedi, senza sedersi sul seggiolino. “Come sto? Meglio, dicono che si è un po’ ridotto…” Il pronome indica quello a un tempo chiamavano “il mal di Casale” e che oggi è ormai conosciuto col termine più scientifico di “mesotelioma”. Continua su Carmilla.

FRAMMENTI DI ETERNIT

Eternit tuta“….e allora (Bernardi) mi disse: un giorno sono andato dal capo del personale, mi pare si chiamasse Oppezzo … andò e disse: dottore, guardi, io ho dei bambini piccoli, mi hanno riconosciuto l’asbestosi, l’Inail aveva riconosciuto l’asbestosi. E disse: guardi, mi faccia fare un’altra mansione, fra un anno … dottore mi sposti almeno fra un anno. La risposta fu rapidissima: Bernardi, lei sa dov’è la porta”. (1) Continua a leggere FRAMMENTI DI ETERNIT

I PESI E LE MISURE

injusticeA quanto pare è più facile beccarsi 10 anni per aver dato due calci a una vetrina durante il G8 di Genova che varcare le soglie di una galera dopo aver ammazzato decine (ma anche centinaia o migliaia) di operai. Si nota una certa sproporzione quando si scopre che la condanna degli ex dirigenti Michelin di Torino (17/03/99) per 11 morti e 14 malati gravi è di poco superiore a quella comminata a un immigrato per il furto di 4 meleMentre vi lascio a meditare sul concetto di “giustizia di classe”, approfitto per fare il punto sullo stato di alcuni processi in corso per stragi sul lavoro e disastri ambientali. Continua a leggere I PESI E LE MISURE