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IL FILO ROSSO DELL’AMIANTO E DI STEPHEN SCHMIDHEINY TRA ITALIA E AMERICA LATINA

Fabrizio Lorusso (*)

Amianto dangerLo portavano sempre con sé i pompieri, dentro le loro uniformi. Isola tetti, pareti e tubature. E’ fibroso, incombustibile, mortale. Non è un indovinello, ma la descrizione dell’amianto o di una sua varietà, l’asbesto, un minerale di fibre bianche, flessibili e assassine. Continua a leggere IL FILO ROSSO DELL’AMIANTO E DI STEPHEN SCHMIDHEINY TRA ITALIA E AMERICA LATINA

RIFLESSIONI SUL PROCESSO ETERNIT

Rosalba Altopiedi (*)

Eternit 8«Alla fine la prescrizione non risponde a esigenza di giustizia sociale, ma stiamo attenti a non piegare il diritto alla giustizia sostanziale; il diritto costituisce un precedente; piegare il diritto alla giustizia oggi può fare giustizia, ma è un precedente che domani produrrà mille ingiustizie.  Continua a leggere RIFLESSIONI SUL PROCESSO ETERNIT

IN BOCCA AL LUPO

di Alberto Prunetti, tratto da Internazionale.

Giustizia“Siete quelli dell’amianto? Andate al Palazzaccio domattina? In bocca al lupo, allora”. Ci avevano avvertito, i romani.

“In bocca al lupo”. Da prendere come augurio di buona sorte ma forse anche alla lettera, come pericolo di fronte al potere intimidatorio della giustizia. Ci avevano avvertiti ma il lupo ci ha mostrato i denti mentre la giustizia, che abita un palazzo simile a un labirinto, si faceva vedere da lontano e poi scompariva subito. Continua a leggere IN BOCCA AL LUPO

PER I MORTI DELL’ETERNIT SOLO INGIUSTIZIA

di Leonardo Bianchi. Intervista ad Alberto Prunetti, tratta da Vice.

Eternit 5Negli ultimi mesi alcune sentenze hanno, per vari motivi, provocato un’ondata di indignazione nell’opinione pubblica: sto parlando delle assoluzioni nel ​caso Cucchi e nel processo contro la Commissione Grandi Rischi per il ​terremoto dell’Aquila, nonché della sentenza della Corte di Cassazione dell’altroieri sul caso Eternit. Continua a leggere PER I MORTI DELL’ETERNIT SOLO INGIUSTIZIA

ETERNIT: COME SI PRESCRIVE LA GIUSTIZIA

di Loris Campetti, da Il Circolo del Manifesto di Bologna.

Au_palais_d'injustice_(Père_Peinard)La morte e il dolore si possono prescrivere per scadenza termini. Così ha deciso la Cassazione, sulla base del principio che qualora il diritto non sia in consonanza con la giustizia, è il primo e non la seconda che per il giudice deve prevalere. All’ombra del Palazzaccio, così, è stato commesso l’ennesimo omicidio e la nuova vittima, la giustizia, va ad aggiungersi ai tremila uomini e donne uccisi dall’amianto. Uccisi da Stephan Smidheiny, il magnate svizzero padrone dell’Eternit. Continua a leggere ETERNIT: COME SI PRESCRIVE LA GIUSTIZIA

RESPIRO

di Luca Cavallero.  [Il racconto che segue è un’anticipazione del libro “Nessuno ci ridurrà al silenzio“, una antologia di scritti sul lavoro, fabbrica, vita operaia, in via di pubblicazione da parte del Centro di documentazione sull’amianto e sulle malattie amianto correlate “Marco Vettori”. Per altri “assaggi di autore” clikkare qui.]

Processo eternit“Lascia che sia respiro
finché tu ci sei
il mio saluto al giorno
per non lasciarsi andare mai.”
(F. Simone – Respiro)

Per la prima volta non mi sono preoccupato. Perché a Casale Monferrato, quando il tuo medico curante ti fa un’impegnativa per una RX torace urgente vista la maledetta tosse che t’accompagna da un mese e che manco gli antibiotici mandati giù per una settimana abbondante hanno attenuato, ti dovresti preoccupare.

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UN REPORTAGE TRA TORINO E CASALE MONFERRATO

di Alberto Prunetti

Eternit 1[Questa pubblicata su Carmilla è la versione originale di un articolo che è stato pubblicato su Il Manifesto in forma ridotta lo scorso sabato 8 giugno]

Martedì 4 giugno. Sono in un angolo di piazza Castello, davanti alla sede dell’Associazione dei familiari delle vittime dell’amianto, a Casale Monferrato. Cammino con Luca di Voci della memoria, attivista del movimento, nipote di un lavoratore Eternit morto per l’asbestosi: “Mio nonno era uno duro, non si fermava mai nonostante la tosse”, dice, “leggeva la Gazzetta dello Sport, che teneva nascosta dentro l’Unità, per non sembrare uno che sprecava il tempo”. Provo a immaginare un involto rosa dentro al giornale del Partito, ridiamo fino a quando ci taglia la strada un pensionato in bicicletta con un fascio di volantini che annunciano la convocazione di un’assemblea pubblica per fare il punto sulla vertenza nei locali dell’ex-Dopolavoro Eternit, perché loro lo chiamano ancora così, senza giri di parole, il “circolo ricreativo comunale”. Il vecchio operaio ha una vocina flebile, è minuto, pedala stando in piedi, senza sedersi sul seggiolino. “Come sto? Meglio, dicono che si è un po’ ridotto…” Il pronome indica quello a un tempo chiamavano “il mal di Casale” e che oggi è ormai conosciuto col termine più scientifico di “mesotelioma”. Continua su Carmilla.

FRAMMENTI DI ETERNIT

Eternit tuta“….e allora (Bernardi) mi disse: un giorno sono andato dal capo del personale, mi pare si chiamasse Oppezzo … andò e disse: dottore, guardi, io ho dei bambini piccoli, mi hanno riconosciuto l’asbestosi, l’Inail aveva riconosciuto l’asbestosi. E disse: guardi, mi faccia fare un’altra mansione, fra un anno … dottore mi sposti almeno fra un anno. La risposta fu rapidissima: Bernardi, lei sa dov’è la porta”. (1) Continua a leggere FRAMMENTI DI ETERNIT