Archivi tag: Licenziamenti per rappresaglia

IO SONO MIMMO

Ascanio Celestini (*)

operai-fiat-in-protesta-900x670«Io sono Mimmo Mignano, uno dei cinque licenziati dalla Fiat» così inizia il racconto di un signore che incontro a Napoli in un teatro a Montecalvario nei Quartieri Spagnoli, quella zona del mondo che agli occhi di Stendhal «è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo». Continua a leggere IO SONO MIMMO

IL FUOCO A MARE

Andrea Bottalico (*)

il fuoco a mare1[Quello che segue è un estratto di Il fuoco a mare. Ascesa e declino di una città-cantiere del sud Italia, un reportage narrativo su Castellammare di Stabia. E’ la seconda uscita delle edizioni Monitor.] Continua a leggere IL FUOCO A MARE

FS: DACCI OGGI IL NOSTRO DISASTRO QUOTIDIANO (E IL NOSTRO LICENZIAMENTO PER RAPPRESAGLIA)

Coordinamento Autorganizzato TrasportiCassa di solidarietà tra ferrovieri

Deragliamento FortezzaMentre si buttano miliardi per violentare le montagne e le genti che le abitano, ad uso e consumo degli appaltatori del TAV, continua puntuale il disastro quotidiano delle linee normali, con grave rischio per ferrovieri e viaggiatori.  Continua a leggere FS: DACCI OGGI IL NOSTRO DISASTRO QUOTIDIANO (E IL NOSTRO LICENZIAMENTO PER RAPPRESAGLIA)

PRIMA DELL’ART.18 (parte quarta)

Alexik

I licenziamenti barbieri_casa del popolo3collettivi alla Doppieri rivelano la dimensione femminile dell’espulsione dalle fabbriche bolognesi negli anni ’50. È questo un aspetto poco noto, nascosto fra le righe del linguaggio asessuato che caratterizza anche la stampa operaia e comunista di quel periodo, segno della scarsa considerazione attribuita alla contraddizione di genere che si voleva del tutto riassunta nella contraddizione di classe. Continua a leggere PRIMA DELL’ART.18 (parte quarta)

PRIMA DELL’ART.18

[Questo articolo è stato pubblicato anche su Carmilla On Line.]

Maria MargottiSe ci trovavano con un volantino della Cgil venivamo licenziati in tronco. Quando entravamo in fabbrica ci perquisivano le borse, per vedere se avessimo materiale politico. E se ci beccavano a parlare di questioni sindacali prima ci sospendevano, o ci demansionavano a tempo indeterminato. Poi poteva arrivare la perdita del lavoro” (Ernesto Cevenini, licenziato per rappresaglia alla Maccaferri di Bologna).

Dal 1947 al 1966 nelle fabbriche italiane si contarono più di 500.000 licenziamenti, di cui circa 35.000 per rappresaglia politica e sindacale contro ex partigiani, attivisti di reparto, membri delle commissioni interne. Continua a leggere PRIMA DELL’ART.18