Archivi tag: Veneto

IL VENETO SI ECOBOICOTTA

Ora a distruggere il territorio ci pensa l’industriale vinicolo.

Gianni Sartori (*)

Colli Berici, a sud di Vicenza. E in particolare la fascia che sovrasta la Riviera Berica.
Ne parlo in quanto cittadino, non certo esperto di chimica o agricoltura industriale (l’aggettivo è obbligatorio di questi tempi); da persona che, un giorno sì e un altro anche, deve precipitarsi a chiudere finestre e balconi per arginare il pestilenziale aerosol che uomini in tuta bianca e maschera antigas a doppio filtro spandono con gli atomizzatori, spensieratamente, lungo i filari a pochi metri dalle abitazioni. Continua a leggere IL VENETO SI ECOBOICOTTA

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DIOXINITY DAY/2

Alexik (*)

cibi-contaminati“Alcolisti ! Fumatori ! DROGATI !!! Abbandonate le vostre abitudini dissolute e conformatevi al volere divino del ‘crescete e moltiplicatevi’!
La vostra perseveranza nell’adozione di stili di vita scorretti è un attentato contro la demografia.
A nulla vale l’elargizione governativa di bonus bebè, se il vostro attaccamento al vizio continua a sprofondarvi nell’improduttività spermatica e ovocitica.
Emendatevi, dunque, e convertitevi al nuovo verbo salutista, per poter ritornare in piena forma ad offrir dei figli a Dio, alla Patria e all’Impero !
Cioè, vabbè … a Dio e alla Patria. Per l’Impero ci stiamo ancora attrezzando“.

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I VAJONT

Lucia VastanoMaura Crudeli, Federico Alotto

Il Vajont è come un fiume dentro il quale ci finiscono tutti i torrenti che raccontano le storie di cosa sia capace l’uomo per profitto, avidità, potere e indifferenza. Nel Vajont ci si inciampa sempre e ovunque, da Longarone a L’Aquila e Viareggio, dalla Fibronit di Broni all’Eureco di Paderno Dugnano, dal Porto di Genova alla Thyssenkrupp di Terni.

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L’ATTUALITA’ DEL VAJONT

Alexik (*)

lapide_paiolaluiginoIl 9 ottobre è passato, e con lui il 52° anniversario della strage del Vajont, quasi assente quest’anno dai telegiornali e dai quotidiani nazionali. Come era prevedibile, una volta spenti i riflettori del cinquantennale, il silenzio ha ricoperto ciò che era già stato sepolto dal fango. Fango materiale, ma anche morale e politico.

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SULLA STRAGE DI ADRIA

di Marco Spezia

operaiIn merito alla ennesima strage di Adria valgono, purtroppo, considerazioni già fatte troppe volte.

La strage deriva, come in molti altri casi simili, dalla mancata osservanza delle più elementari norme in materie di lavori in cisterna e in presenza di prodotti chimici pericolosi. Non c’è bisogno di ricercarle nel D.Lgs.81/08 o nel D.P.R.177/11 (spazi confinati). C’erano già nel D.P.R.547/55… Non andava inventato niente di nuovo. Continua a leggere SULLA STRAGE DI ADRIA

L’ONDA LUNGA

avvoltoiIl 9 ottobre è passato, e con lui la ricorrenza del 50° anniversario della strage Vajont. Sulla valle e sul monte Toc si sono spenti di nuovo i riflettori, ricoprendo di silenzio ciò che mezzo secolo fa era già stato coperto dal fango, non solo da quello materiale, ma anche da quello morale e politico.  La retorica delle commemorazioni ufficiali ha evitato di ripercorrere la storia successiva alla strage, e in particolare la storia della montagna di miliardi della “Legge Vajont” di cui si è appropriata, derubando i sopravvissuti, l’intera industria del Triveneto. Continua a leggere L’ONDA LUNGA

MEMORIE: LA STRAGE DEL VAJONT

Vajont fango

Personaggi e interpreti

GIUSEPPE VOLPI

Nel 1905 fonda la SADE, nel 1922 si iscrive al PNF, nel 1925 diventa governatore della Tripolitania (gli danno il titolo di “Conte di Misurata”), fra il 1925 e il ’28 è Ministro delle Finanze di Mussolini, nel 1933 il fascismo gli regala il “testo unico sulle acque e sugli impianti elettrici”, ovvero un mucchio di soldi pubblici per le sue imprese. L’ 8 settembre1943 l’ingrato scappa in Svizzera e si rifà una verginità “antifascista”. Nel frattempo a Roma i suoi scherani impongono, in un ministero dei LLPP deserto per la fuga di re e ministri, una riunione farlocca che autorizza la SADE a costruire la diga del Vajont.  Oggi il nome di Giuseppe Volpi intitola le vie in varie città italiane Continua a leggere MEMORIE: LA STRAGE DEL VAJONT

UNA CHIMICA CONTRO NATURA

Recensione di Gugliemo Ragozzino da Il Manifesto del 27 marzo 2013

il caso italianoUn imponente volume pubblicato dalla casa editrice Jaca Book, a cura di Pier Paolo Poggio e Marino Ruzzenenti, indaga il difficile rapporto fra industria e ambiente, raccontando storie di inquinamento e profitto, come quella del venefico piombo teatraetile

«I fabbisogni idrici di un complesso chimico, come quello dell’Acna di Cengio, sono ingenti e tendono ad eguagliare quelli di una città come Venezia». Una recensione a Il Caso italiano – Industria, chimica e ambiente può anche cominciare dalla frase che precede. Continua a leggere UNA CHIMICA CONTRO NATURA